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IL FACILE CONSUMO - REGISTRO DI MAGAZZINO - MODELLO K

CONSUNTIVO

Punto di partenza è sempre il codice civile, che all’art. 2424, punto c) pone le rimanenze di magazzino nella voce “attivo circolante”. Includono i beni destinati alla vendita o che concorrono alla loro produzione, nella normale attività dell’impresa, e così le individua:

- materie prime, sussidiarie e di consumo;

- prodotti in corso di lavorazione e semilavorati;

- lavori in corso su ordinazione;

- prodotti finiti e merci;

- acconti.

L’art. 2425 del codice civile suddivide il valore delle rimanenze iscritte nel conto economico, includendo nel valore della produzione le variazioni positive o negative delle rimanenze di prodotti in corso di lavorazione, semilavorati e finiti e nei costi di produzione le variazioni positive o negative delle rimanenze di materie prime, sussidiarie di consumo e merci. L’art. 2426, punto 9, precisa: “Le rimanenze, i titoli e le attività finanziarie che non costituiscono immobilizzazioni sono iscritti al costo d’acquisto o di produzione.”

L’art. 2426, n. 12 del codice civile indica che le materie prime, sussidiarie e di consumo possono essere iscritte nell’attivo ad un valore costante qualora siano costantemente rinnovate, e complessivamente di scarsa importanza in rapporto all’attivo di bilancio, sempreché non si abbiano variazioni sensibili nella loro entità, valore e composizione.

Lo stesso articolo indica che tale norma si applica anche alle attrezzature industriali e commerciali; la Relazione Ministeriale di commento all’art. 2426 ha chiarito che si tratta d’attrezzature minute.

Nelle aziende private i beni diretti o strumentali alla produzione, non utilizzati nell’anno di riferimento, rappresentano le cosiddette giacenze di magazzino.

Nel modello K, la voce - rimanenze - è posta tra le disponibilità e comprende: 1. Materie prime, sussidiarie e di consumo; 2. Prodotti in corso di lavorazione e semilavorati; 3. Prodotti finiti e merci.

Nella scuola si possono considerare rimanenze, perciò, tutti i beni o prodotti non utilizzati. È appena il caso di ricordare che ai fini della redazione del modello K occorre procedere, prima ancora delle operazioni di valutazione, ad una rilevazione delle quantità delle rimanenze. La rilevazione delle quantità da valorizzare può avvenire in base a conta fisica, da effettuarsi alla data di riferimento del 31 dicembre.

È molto più semplice utilizzare un sistema di scritture contabili come la contabilità di magazzino, utilizzata da alcuni istituti tecnici/professionali. L’impianto contabile del magazzino è costituito da:

a) lo schedario materiali, b) il giornale di magazzino, c) la richiesta di materiale, d) il buono di ordinazione, e) il buono di prelevamento o di versamento; il buono di versamento viene compilato quando in presenza di eccedenza di materiale in laboratorio, si intende restituire al magazzino detto materiale.

Dove esiste la contabilità di magazzino le rilevazioni possono essere di vario tipo, manuali o meccanizzate, per quantità /valore ed hanno vari scopi. Possono fornire:

1. dati storici, che costituiscono una base utile per determinare la quantità e la frequenza d’ordinazione dei materiali;

2. informazioni correnti sulla disponibilità dei prodotti giacenti e su quando le scorte si stanno esaurendo.

Tutto ciò che risulta caricato al 31 dicembre sono giacenze di magazzino, che vanno pertanto iscritte nel modello K del conto consuntivo, appunto, tra le rimanenze.

Il registro del facile consumo (registro dei beni mobili soggetti a deterioramento e di modico valore), che non è un registro obbligatorio, può essere utilizzato volontariamente da tutte quelle scuole per le quali non è obbligatorio e consolidato l’uso del registro di magazzino; è particolarmente consigliato per le scuole che aderiscono ai PON.

La scuola ed i revisori avranno uno strumento per monitorare l’uso di questi beni ed escludere ogni possibilità di uso improprio e sprechi.

L’affidabilità delle rilevazioni permanenti delle rimanenze potrebbe essere comprovata, come regola generale, sulla base di conta fisica completa da effettuarsi almeno una volta all’anno in concomitanza con la chiusura dell’esercizio o ad una data diversa, anche a rotazione.

CONTO CONSUNTIVO 2015 - PROVA DEL NOVE

consuntivo

Vediamo come si esegue la prova del nove con un esempio: 7.364 x 2.048 = 15.081.472. Sarà corretto il risultato? Facciamo la prova del 9.

Lo scopo della prova del nove è quello di controllare il risultato di una moltiplicazione o divisione; se la prova ha esito negativo occorre rivedere la moltiplicazione, perché sicuramente c’è un errore. Se ha esito positivo si ha la quasi certezza di aver ottenuto il risultato corretto: il risultato trovato potrebbe differire dal risultato reale per un multiplo di 9.

Lo stesso vale per il conto consuntivo: il controllo incrociato tra i vari documenti che lo compongono (es.: mod. H,J.N,L) e/o i libri contabili consente di verificare che i modelli, nella maggior parte dei casi composti in automatico dai vari software per la gestione finanziaria, corrispondano esattamente alla gestione e siano comprensivi di tutto (…anche dell’ultimo accertamento o della radiazione dei residui). 

Quando si pensa ai residui, si pensa al modello L. Il prospetto L (art. 18 comma 1, lettera a. del regolamento) costituisce un elemento importante per la verifica della gestione della scuola. È diviso in due parti separate e autonome, residui attivi e residui passivi, che evidenziano le riscossioni e i pagamenti ancora in sospeso a fine esercizio; con i dovuti “distinguo”, mette in luce la tempestività con la quale si eseguono e si completano le fasi di spesa e di riscossione.

Per controllare gli importi indicati nella parte destra del mod. N -Risultato della gestione- è opportuno un riscontro con il modello L, sia per la parte dell’entrata sia per la parte della spesa. Presa visione del modello L, si arguisce che la possibilità di incrocio dei dati è puramente residuale. 

Il modello L è semplicemente descrittivo e riporta la statica realtà contabile al 31 dicembre di ogni anno, senza rilevare il flusso storico dei pagamenti e delle riscossioni di ogni residuo iscritto, aspetto molto importante, ad esempio, in caso di radiazioni. In passato la scuola aveva a disposizione due modelli: il riassunto del movimento dei residui (ex mod. C) e il riepilogo dei residui (ex mod. D).

Il riassunto del movimento dei residui evidenziava cosa era avvenuto dei residui attivi e passivi provenienti dall'esercizio precedente, nel corso dell'anno finanziario chiuso. Nel riepilogo dei residui erano ricapitolati, per i soli importi totali, i residui attivi/passivi risultanti alla chiusura dell'esercizio cui si riferiva il conto consuntivo, analiticamente elencati nei "vecchi" Mod. B e Mod. C.

L’evoluzione storica dei residui attivi e passivi lungo un esercizio finanziario si può comunque seguire, seppur in maniera differenziata, dai vari modelli I, ma solo per i progetti/attività e non, ad esempio, per l’aggregato Z, sul quale non si dispongono pagamenti.

 

EDILIZIA SCOLASTICA L'ONERE RIMANE IN CAPO ALLE PROVINCIE

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Interessante interpretazione della la sezione regionale di controllo per la Puglia della Corte dei conti che con la delibera n. 61/2016. ha interpretato in modo estensivo la riforma Delrio (legge 56/2014) che riordina il sistema delle Provincie. La legge Del Rio dispone che tra le funzioni fondamentali attribuite alle Provincie e alle Città Metropolitane ci sia “la gestione dell'edilizia scolastica”. E' un riferimento molto generico infatti la legge Del Rio non fa alcun riferimento all'elenco delle spese descritte nella legge 23/1996, che all'articolo 3 recita che le Provincie sono tenute ad assicurare agli istituti secondari superiori dislocati sul proprio territorio il pagamento delle spese varie di ufficio e per l'arredo e per le utenze elettriche e telefoniche, per la provvista d'acqua e per il riscaldamento.

Secondo i giudici contabili pugliesi la disposizione generica della legge Del Rio riguardante l'edilizia scolastica «pare volta al mantenimento in capo alle Province delle funzioni svolte antecedentemente in materia, sicché, per la delimitazione delle medesime, non può che farsi riferimento al quadro normativo e giurisprudenziale già delineatosi nel previgente assetto istituzionale». Del resto la legge Delrio ha assegnando alle province la gestione dell'edilizia scolastica senza prevedere eccezioni o limitazioni, sicché conclude la Corte dei conti pugliese «deve ritenersi che la volontà del legislatore sia quella di confermare la disciplina già vigente in materia, della quale, pertanto, non può predicarsi l'intervenuta abrogazione, né espressa né tacita per incompatibilità».

DOMENICA SI VOTA DOCENTI E ATA COMPONENTI DEL SEGGIO

creferendum 2016 icona

Domenica si vota per il referendum sulle trivellazioni tra i componemti dei seggi elettorali e i rappresentatnti del referendum possono esserci anche il personale docente e ata, quindi appare opportuno ricordare che il personale della scuola eventualmente impegnato nelle operazioni elettorali ha diritto di assentarsi per la durata delle operazioni di voto e di scrutinio. Inoltre la circolare Ministeriale 29 aprile 1992 n. 132, prevede che i lavoratori impegnati in operazioni elettorali,  abbiano diritto al riposo compensativo per i giorni festivi non lavorativi compresi nel periodo di svolgimento delle operazioni.
Nei giorni necessari allo svoglimento delle operazioni elettorali nelle scuole o nei plessi sede di seggio, le lezioni verranno sopsese Nel caso in cui solo alcuni plessi siano sede di seggio di norma i docenti  non possono essere utilizzati negli altri plessi, anche se la contrattazione di istituto potrebbe prevedere che i caso di esigenze eccezionali il Dirigente Scolastico, possa mandare i lavoratori, in servizio nelle sedi chiuse per elezioni, nei plessi in cui non si svolgono le elezioni.

Comunque ricordate che domenica SI VOTA

ALTERNANZA SCUOLA LAVORO ... NE VOGLIAMO PARLARE

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Ai sensi dell’art. 1 comma 40 della Buona Scuola sono i dirigenti scolastici, come in passato, ad individuare e a scegliere imprese e enti pubblici disponibili all’attivazione dei percorsi di alternanza scuola- lavoro e iscritti nel Registro Nazionale per l’alternanza scuola-lavoro (art.1 comma 41). Per incrementare il collegamento scuola - impresa – territorio è possibile attivare i laboratori territoriali per l’occupabilità (art.1 comma 60) che consentono alle imprese, alle università e agli enti pubblici, di collaborare con le scuole per orientare le attività formative verso settori strategici del Made in Italy e per fornire servizi propedeutici all’inserimento del giovane nel mercato del lavoro.

I laboratori costituiscono spazi di incontro tra scuola e territorio dove sperimentare nuovi percorsi di didattica laboratoriale, che sarà possibile attivare anche in reti di scuole e nei poli tecnico-professionali. Aperti anche al di fuori dell’orario scolastico, i laboratori potranno contribuire a contenere l’alto tasso di abbandono scolastico (17% media nazionale con punte del 25,8% al Sud) e a fare della scuola un punto di riferimento nella realtà sociale e produttiva di un territorio.

L’alternanza scuola-lavoro, perciò, non costituisce un percorso di recupero, ma al contrario si qualifica come strumento per rendere più flessibili i percorsi di istruzione, nella cornice del lifelong learning. I nuovi modelli organizzativi proposti dal riordino degli istituti scolastici, quali i Dipartimenti e il Comitato Tecnico Scientifico, possono svolgere un ruolo importante sia per facilitare l’inserimento dei giovani in quei contesti operativi disponibili ad ospitare gli studenti, sia per attivare efficacemente le procedure di alternanza, per alcuni versi più complesse di quelle previste per gli stage e i tirocini.

Allo stesso tempo bisogna prendere atto che il nuovo quadro normativo disegnato dalla Legge 107/2015 e dai decreti applicativi del Jobs Act delinea la possibilità di costruire un curricolo fondato sul raccordo tra scuola e mondo del lavoro associando dispositivi diversi: alternanza, apprendistato, tirocini tre modelli ben diversi tra di loro.

Le innovazioni introdotte permettono alle istituzioni scolastiche di procedere verso la costruzione di percorsi di apprendimento basati sul lavoro che prevedano, ad esempio una prima fase fondata sull’alternanza scuola-lavoro, con funzioni orientative, formative e anche propedeutiche all’inserimento professionale dei giovani, al fine di evidenziare motivazioni, attitudini, conoscenze, in ragione del ruolo da svolgere in azienda.

Ad essa potrebbe seguire un’eventuale seconda fase caratterizzata da uno o più contratti di apprendistato a cura delle aziende già coinvolte nei percorsi di alternanza, che consentirebbe un maggiore e più stabile inserimento dei giovani nel mondo di lavoro già all’interno del percorso di istruzione.

DICHIARAZIONE MUD 2016

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Entro il 30 Aprile 2016 bisognerà aver presentato il MUD contenente i dati dei rifiuti prodotti, trasportati e gestiti nel corso del 2015. Tale presentazione è obbligatoria per tutte le "imprese ed enti produttori che hanno più di dieci dipendenti e sono produttori iniziali di rifiuti speciali non pericolosi", come indicato nel D.Lgs. n. 152 del 03/04/2006 Il Decreto del Presidente del Consiglio del 27 dicembre 2014 contiene il modello e le istruzioni per la presentazione delle Comunicazioni entro il 30 aprile 2016, con riferimento all'anno 2015, da parte dei soggetti interessati, immutati rispetto al 2015, che sono così individuati:

  1. Comunicazione Rifiuti speciali
    • Chiunque effettua a titolo professionale attività di raccolta e trasporto di rifiuti;
    • Commercianti ed intermediari di rifiuti senza detenzione;
    • Imprese ed enti che effettuano operazioni di recupero e smaltimento dei rifiuti;
    • Imprese ed enti produttori iniziali di rifiuti pericolosi;
    • Imprese ed enti produttori che hanno più di dieci dipendenti e sono produttori iniziali di rifiuti non pericolosi derivanti da lavorazioni industriali, da lavorazioni artigianali e da attività di recupero e smaltimento di rifiuti, fanghi prodotti dalla potabilizzazione e da altri trattamenti delle acque e dalla depurazione delle acque reflue e da abbattimento dei fumi (così come previsto dall'articolo 184 comma 3 lettere c), d) e g)).
    • Si ricorda inoltre che la Legge 28 dicembre 2015, n. 221 prevede che le imprese agricole di cui all'articolo 2135 del codice civile, nonché' i soggetti esercenti attività ricadenti nell'ambito dei codici ATECO 96.02.01, 96.02.02 e 96.09.02 assolvono all'obbligo di presentazione del modello unico di dichiarazione ambientale, di cui al decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, attraverso la compilazione e conservazione, in ordine cronologico, dei formulari di trasporto.
  2. Comunicazione Veicoli Fuori Uso
    • Soggetti che effettuano le attività di trattamento dei veicoli fuori uso e dei relativi componenti e materiali.
  3. Comunicazione Imballaggi
    • Sezione Consorzi: CONAI o altri soggetti di cui all'articolo 221, comma 3, lettere a) e c).
    • Sezione Gestori rifiuti di imballaggio: impianti autorizzati a svolgere operazioni di gestione di rifiuti di imballaggio di cui all’allegato B e C della parte IV del D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152
  4. Comunicazione Rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche
    • soggetti coinvolti nel ciclo di gestione dei RAEE rientranti nel campo di applicazione del D.Lgs. 151/2005.
  5. Comunicazione Rifiuti Urbani, Assimilati e raccolti in convenzione
    • soggetti istituzionali responsabili del servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani e assimilati.
  6. Comunicazione Produttori di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche
    • produttori di apparecchiature elettriche ed elettroniche iscritti al Registro Nazionale e Sistemi Collettivi di Finanziamento

 

INFORTUNI SCOLASTICI E NEGOZIAZIONE ASSISTITA

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La “negoziazione assistita” introdotta nel nostro ordinamento dal decreto legge 132/14, “Misure urgenti di degiurisdizionalizzazione ed altri interventi per la definizione dell’arretrato in materia di processo civile” entrata in vigore nel febbraio 2015, ha creato non poche difficoltà ai Dirigenti scolastici che si sono visti arrivare sulle proprie scrivanie inviti a stipulare convenzioni di negoziazione assistita, da parte dei legali degli alunni vittime di infortuni accaduti a scuola.

Adesso l'USR della Toscana con circolare del 09/03/2016 cerca di fare chiarezza sulla materia spiegando come funziona l’istituto della negoziazione assistita, ed evidenzia ai Dirigenti che durante la procedura di negoziazione devono farsi assistere dall'Avvocatura dello Stato al fine di evitare il pregiudizio dell'amministrazione. Da ciò discende che in caso di richiesta di negoziazione assistita i Dirigenti Scolastici devono informare del fatto l'Avvocatura dello Stato. Vai alla nota

LE NUOVE FAQ PER I PROGETTI PON LAN

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Il MIUR le Faq piacciono molto, basta circolari, adesseo ci sono le Faq, e adesso arrivano nuovi chiarimemti rigaurdo i progetti PON RETE LAN. In questa ultima versione delle Faq l'AdG chierisce che l'unico termine perentorio è quello del 29 luglio 2016 data entro la quale il progetto deve essere concluso all'avvicinarsi di questa data può essere chiesta una eventuale proroga
Ulteriori chiarimenti arrivano con la convezione CONSIP e circa l'obbligo di adesione alla stessa Clicca qui per scaricare la Faq Aggiornate

 

ENTRO IL 31 MARZO RILEVAZIONE PERMESSI LEGGE104

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Entro il prossimo 31 marzo va effettuta tramite l'apposita applicazione PERLA PA la rilevazione dei permessi ex legge 104/92. Si tratta della rilevazione del permessi fruiti dal personale nell'anno precedente. La rilevazione va fatta anche nel caso in cui il dipendente non abbia fruito di alcun permesso.

La legge 183 del 2010 che istituisce la banca dati della Rilevazione dei permessi 104 prevede che le pubbliche amministrazioni comunichino


  • i nominativi dei propri dipendenti cui sono accordati i permessi;
  • la tipologia di permesso fruita (permessi fruiti dal lavoratore per se stesso o per assistenza a terzi);
  • per i permessi fruiti per assistenza a terzi,  il nominativo dell’assistito, l'eventuale rapporto di dipendenza da un'amministrazione pubblica e la denominazione della stessa, il comune di residenza dell'assistito nonché il rapporto di parentela o affinità che intercorre tra ciascun dipendente che ha fruito dei permessi e la persona assistita;
  • per i  permessi fruiti dal lavoratore padre o dalla lavoratrice madre, la specificazione dell’età maggiore o minore di tre anni del figlio;
  • il contingente complessivo di giorni e ore di permesso fruiti da ciascun lavoratore nel corso dell’anno precedente per ciascun mese, specificando, in particolare, le ore o frazioni di ore fruite per ciascuna giornata nel corso del mese di riferimento.

ULTIMA SCADENZA CERTIFICAZIONE UNICA

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Lo scorso 7 marzo è scaduto il termine per la trasmissione delle Certificazioni Uniche (modello CU 2016), quindi non è piu possibile ricorrere al ravvedimento operoso. Si può solo procedere  al reinoltro del modello CU 2016 corretto entro il t  il 12 marzo che però, cadendo di sabato, dovrebbe slittare a lunedì 14 marzo.  L'invio tardivo del modello CU fa scattare la sanzione di 100 euro per ogni certificazione tardiva, omessa o errata,la sanzione è ridotta a 1/3 di 100 euro (3,33 euro) se la CU è ritrasmessa entro i successivi 60 giorni dalla scadenza originaria, cioè quest'anno entro il 6 maggio 2016.

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  121. GESTIONE SEPARATA NON ASSICURATI (27,72%) - Notula
  122. DURC - Recapito esclusivamente via PEC
  123. REGIONE SICILIA - Legge 20/1999 Es.Fin.2013
  124. DURC - INTERVENTO SOSTITUTIVO INAIL
  125. DENUNCE DI INFORTUNIO IN VIA TELEMATICA MIUR/INAIL
  126. DURC – F24EP Intervento sostitutivo
  127. ELEZIONI OO.CC. SCUOLA – A.s.2013/2014
  128. PRESTAZIONE D'OPERA OCCASIONALE - Notula
  129. Abilitazione servizio Entratel : I documenti via Pec
  130. ATTUAZIONE DELLA TRASPARENZA la CIRCOLARE della FUNZIONE PUBBLICA
  131. Disabili – Congedo anche per i parenti o affini di terzo grado
  132. DURC - Rilascio anche in presenza di crediti certi, liquidi ed esigibili vantati nei confronti delle pubbliche amministrazioni
  133. INPS – La dilazione del debito – Disciplina debiti contributivi
  134. Aree a Rischio 2012/2013 - Monitoraggio
  135. PON – Verifica mandati quietanzati
  136. RIFORMA DELLA COSTITUZIONE
  137. Calendario Scolastico 2013/2014 - Regione Sicilia
  138. Trasferimenti personale docente scuola secondaria di II grado a.s.2013/2014
  139. Adeguamento degli organici di diritto alle situazioni di fatto - Anno scolastico 2013/2014
  140. Utilizzazioni ed Assegnazioni provvisorie 2013/2014
  141. Sigarette Elettroniche - Ordinanza Ministro Salute
  142. Imposta di bollo - Aumento
  143. POR SICILIA - SISTEMA CARONTE NUMERO VERDE
  144. Codice Fiscale Domanda di Attribuzione - Agenzia delle Entrate
  145. Sicilia - Mobilità Dirigenti Scolastici a.s.2013/14
  146. Esami di stato per l'abilitazione di Geometra, Perito Industriale, Perito Agrario - Sessione 2013
  147. Trasferimenti personale docente scuola secondaria I grado a.s.2013/14
  148. ESAMI DI STATO 2012/2013 - Differimento data 3^ prova per eventi sismici
  149. Disegno di legge “Semplificazioni”
  150. APPALTI - Prime indicazioni sugli obblighi di trasmissione, da parte delle scuole, delle informazioni all’AVCP
  151. Mobilità Personale ATA – Proroga funzioni fino alle ore 24,00 del 15 giugno 2013
  152. ORGANICI A.T.A. – Decreto interministeriale
  153. Nuovo disegno di legge in materia di semplificazioni
  154. Diritto di accesso ai verbali
  155. Ferie ATA 2013
  156. Organico di diritto del personale A.T.A. anno scolastico 2013/2014
  157. Corresponsione assegno nucleo familiare dal 1° luglio 2013
  158. Autotutela della P.A. – Caducazione del contratto - Gara d’appalto
  159. Notula Gestione Separata non assicurati - Calcolo
  160. Trasferimenti docenti infanzia e primaria a.s. 2013/2014
  161. Codice di comportamento dipendenti pubblici
  162. Piano dimensionamento scuole a.s. 2013/2014 – Indicazioni amministrativo contabili
  163. Proroghe supplenze personale scolastico 2012/2013
  164. A.N.F. - Assegno Nucleo Familiare 01/07/2013 - 30/06/2014
  165. POR SICILIA - Sistema CARONTE
  166. REGIONE SICILIA – Conto consuntivo E.F.2012
  167. F24EP – Procedura di controllo versione 1.3.7
  168. ENTRATEL - Versione 5.1.1
  169. Scatti 2011 Personale ATA
  170. Modello IRAP/2013 – Software e Procedura di controllo
  171. MODELLO 770/2013 – Software e Procedure di controllo
  172. Notula Prestazione Occasionale - Calcolo
  173. A.N.F. - Assegno Nucleo Familiare 01/07/2013
  174. Mod.770/2013 Semplificato ed Ordinario - Modificazioni
  175. INAIL – Denuncia Infortunio On-Line
  176. Debiti certi, liquidi ed esigibili - Chiarimenti del MIUR sulla rilevazione
  177. PON - FSE - F3 aa.ss. 2012/2013 e 2013/2014
  178. MIUR - Anagrafe delle prestazioni
  179. Rilevazione dei debiti scaduti e maturati
  180. Omessi versamenti Ritenute Fiscali e Contributi Previdenziali ed Assistenziali
  181. SCUOLE – Accreditamento piattaforma elettronica e ricognizione dei debiti
  182. MODELLO 730 EDITABILE
  183. I DEBITI FISCALI ANCHE SE RATEIZZATI IMPEDISCONO LA PARTECIPAZIONE A GARE
  184. SPESE PUBBLICITARIE DA PARTE ENTI PUBBLICI (Scuole comprese)
  185. VALORE VACANZA STAGIONE 2013 – ex INPDAP
  186. SCUOLA IN OSPEDALE E ISTRUZIONE DOMICILIARE A.S.2012/2013
  187. AREE A RISCHIO A.S.2012/2013
  188. PON FSE-F3 - Sicilia - aa.ss.2012/13 e 2013/14
  189. PON FSE-F3 – Calabria e Puglia - aa.ss. 2012/13 e 2013/14
  190. F24EP – Procedura di controllo
  191. M.O.F. a.s. 2012/2013
  192. ENTRATEL – Versione 5.0.8
  193. CONSIP – Nasce il MePI
  194. F24EP - Moduli di controllo Vers.1.3.5
  195. F24EP – Codici INPS Visite Mediche
  196. Supplenti brevi e saltuari della scuola e i Volontari dei Vigili del Fuoco entrano in NoiPA
  197. M.O.F. anno scolastico 2012/2013
  198. CONSIP - Precisazioni Ufficio IV
  199. Piano Dimensionamento Sicilia a.s.2013/2014
  200. Co.Co.Pro. - Indennità una-tantum

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