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Le ritenute per i lavoratori autonomi non residenti

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I compensi corrisposti a lavoratori autonomi non residenti in Italia, per prestazioni di lavoro anche occasionale svolte nel territorio dello Stato, sono reddito imponibile soggetto a tassazione. Tale onere è assolto in maniera differente a seconda che il committente italiano sia o meno sostituto d'imposta.

Le istituzioni scolastiche sono tutte sostituto d'imposta e, pertanto,  la tassazione in Italia si effettua  tramite la trattenuta di una ritenuta a titolo di imposta definitiva sul reddito.

Tuttavia, i redditi di lavoratori autonomi non residenti in Italia seguono due diversi trattamenti in base alla stipula o meno tra lo stato di residenza e l’Italia di specifiche Convenzioni sui redditi esteri.

In particolare, qualora sia stata stipulata una Convenzione tra lo Stato di residenza del prestatore e quello in cui il reddito è stato prodotto si segue quanto previsto dalla Convenzione. Tali convenzioni vengono stipulate contro la cd. doppia imposizione sui redditi e hanno lo scopo di definire in quale Stato il reddito prodotto è tassato. In questa ipotesi la scuola/sostituto d’imposta deve:

  • indicare nel quadro “annotazioni” della Certificazione Unica le somme non assoggettate a ritenuta
  • conservare la documentazione comprovante l’esistenza delle condizioni necessarie per l’adesione alla Convenzione (residenza all’estero rilasciata dall’ufficio competente, tassabilità del reddito nel Paese di residenza, assenza di stabile organizzazione in Italia).

In assenza di una specifica Convenzione si deve fare riferimento a quanto espresso nel TUIR (dPR 917/86) e nel dPR 600/73. “Sono corrisposti a soggetti non residenti da parte di sostituti d’imposta deve essere operata una ritenuta a titolo d'imposta nella misura del 30%.” Tale ritenuta assolve tutti gli obblighi impositivi sul reddito corrisposto al non residente. All’erogazione di questi redditi la scuola/ sostituto deve poi:

  1. operare una ritenuta a titolo d’imposta pari al 30%
  2. versare la ritenuta entro il 16 del mese successivo a quello di pagamento del corrispettivo con modello f24EP all’Agenzia delle Entrate.
  3. Certificare la ritenuta effettuata e il reddito corrisposto tramite il modello di Certificazione Unica e il modello 770 semplificato.

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