IL FACILE CONSUMO - REGISTRO DI MAGAZZINO - MODELLO K - Notizie - Dsgaonline.it consigli, norme e novità dal mondo della scuola
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IL FACILE CONSUMO - REGISTRO DI MAGAZZINO - MODELLO K

CONSUNTIVO

Punto di partenza è sempre il codice civile, che all’art. 2424, punto c) pone le rimanenze di magazzino nella voce “attivo circolante”. Includono i beni destinati alla vendita o che concorrono alla loro produzione, nella normale attività dell’impresa, e così le individua:

- materie prime, sussidiarie e di consumo;

- prodotti in corso di lavorazione e semilavorati;

- lavori in corso su ordinazione;

- prodotti finiti e merci;

- acconti.

L’art. 2425 del codice civile suddivide il valore delle rimanenze iscritte nel conto economico, includendo nel valore della produzione le variazioni positive o negative delle rimanenze di prodotti in corso di lavorazione, semilavorati e finiti e nei costi di produzione le variazioni positive o negative delle rimanenze di materie prime, sussidiarie di consumo e merci. L’art. 2426, punto 9, precisa: “Le rimanenze, i titoli e le attività finanziarie che non costituiscono immobilizzazioni sono iscritti al costo d’acquisto o di produzione.”

L’art. 2426, n. 12 del codice civile indica che le materie prime, sussidiarie e di consumo possono essere iscritte nell’attivo ad un valore costante qualora siano costantemente rinnovate, e complessivamente di scarsa importanza in rapporto all’attivo di bilancio, sempreché non si abbiano variazioni sensibili nella loro entità, valore e composizione.

Lo stesso articolo indica che tale norma si applica anche alle attrezzature industriali e commerciali; la Relazione Ministeriale di commento all’art. 2426 ha chiarito che si tratta d’attrezzature minute.

Nelle aziende private i beni diretti o strumentali alla produzione, non utilizzati nell’anno di riferimento, rappresentano le cosiddette giacenze di magazzino.

Nel modello K, la voce - rimanenze - è posta tra le disponibilità e comprende: 1. Materie prime, sussidiarie e di consumo; 2. Prodotti in corso di lavorazione e semilavorati; 3. Prodotti finiti e merci.

Nella scuola si possono considerare rimanenze, perciò, tutti i beni o prodotti non utilizzati. È appena il caso di ricordare che ai fini della redazione del modello K occorre procedere, prima ancora delle operazioni di valutazione, ad una rilevazione delle quantità delle rimanenze. La rilevazione delle quantità da valorizzare può avvenire in base a conta fisica, da effettuarsi alla data di riferimento del 31 dicembre.

È molto più semplice utilizzare un sistema di scritture contabili come la contabilità di magazzino, utilizzata da alcuni istituti tecnici/professionali. L’impianto contabile del magazzino è costituito da:

a) lo schedario materiali, b) il giornale di magazzino, c) la richiesta di materiale, d) il buono di ordinazione, e) il buono di prelevamento o di versamento; il buono di versamento viene compilato quando in presenza di eccedenza di materiale in laboratorio, si intende restituire al magazzino detto materiale.

Dove esiste la contabilità di magazzino le rilevazioni possono essere di vario tipo, manuali o meccanizzate, per quantità /valore ed hanno vari scopi. Possono fornire:

1. dati storici, che costituiscono una base utile per determinare la quantità e la frequenza d’ordinazione dei materiali;

2. informazioni correnti sulla disponibilità dei prodotti giacenti e su quando le scorte si stanno esaurendo.

Tutto ciò che risulta caricato al 31 dicembre sono giacenze di magazzino, che vanno pertanto iscritte nel modello K del conto consuntivo, appunto, tra le rimanenze.

Il registro del facile consumo (registro dei beni mobili soggetti a deterioramento e di modico valore), che non è un registro obbligatorio, può essere utilizzato volontariamente da tutte quelle scuole per le quali non è obbligatorio e consolidato l’uso del registro di magazzino; è particolarmente consigliato per le scuole che aderiscono ai PON.

La scuola ed i revisori avranno uno strumento per monitorare l’uso di questi beni ed escludere ogni possibilità di uso improprio e sprechi.

L’affidabilità delle rilevazioni permanenti delle rimanenze potrebbe essere comprovata, come regola generale, sulla base di conta fisica completa da effettuarsi almeno una volta all’anno in concomitanza con la chiusura dell’esercizio o ad una data diversa, anche a rotazione.

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