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CYBERCRIME E PEDOPORNOGRAFIA: ALLARME ANCHE A SCUOLA

Sono passati vent’anni dall’8 maggio 1997 quando entrava in vigore la prima legge sulla privacy: da allora la protezione dei dati è diventata parte integrante del nostro essere cittadini, ma resta la frontiera su cui si gioca buona parte del nostro futuro e si combattono nuove sfide.

Dallo strapotere dei giganti del web, dal cybercrime alla pedopornografia  è allarme: sottolinea il Garante della Privacy  che "la pedopornografia in rete e, particolarmente nel dark web, sarebbe in crescita vertiginosa: nel 2016 due milioni le immagini censite, quasi il doppio rispetto all'anno precedente. Fonte involontaria  sarebbero i social network in cui genitori postano le immagini dei figli".

E una specie di ansia da documentazione che spinge ad immortalare ogni momento significativo della vita dei bambini e della quale non sono esenti neppure le scuole ... nonostante, a differenza dei genitori, conoscano le tutele obbligatorie della privacy.

Questa esibizione di ritratti con minori genera innumerevoli web-immagini, può interessare le persone sbagliate e diventare fonte gratuita e disponibile per i tanti perversi del web. E’ noto che i pedofili online rubano quelle foto e le immettono sui portali pedo-soft: il numero sempre più elevato  di sequestri d’immagini effettuati dalla Polizia Postale ogni anno lo prova.  I social network non sono il diario/l’album privato a cui si dà accesso ai soli genitori/amici, ma è aperto a tutti,cioè esposti realisticamente ad un numero esponenzialmente di persone che possono anche non avere buone intenzioni e magari interessarsi a loro in maniera poco ortodossa. 

La risposta non va cercata nella tecnologia, né nei “tribunali della verità”. Aggiunge il Garante della Privacy che il fenomeno andrebbe invece contrastato con “una strategia complessa e articolata, ma non per questo meno energica” che dovrebbe poggiare le sue fondamenta in “un forte impegno pubblico e privato nell’educazione civica alla società digitaleanche a scuola.

In pratica è una sistematica verifica delle fonti e una forte assunzione di responsabilità da parte di ciascuno: dal singolo utente/genitore, alle redazioni giornalistiche, alle stesse scuole e, certo, ai grandi gestori della rete.

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