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ALTERNANZA SCUOLA LAVORO ... NE VOGLIAMO PARLARE

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Ai sensi dell’art. 1 comma 40 della Buona Scuola sono i dirigenti scolastici, come in passato, ad individuare e a scegliere imprese e enti pubblici disponibili all’attivazione dei percorsi di alternanza scuola- lavoro e iscritti nel Registro Nazionale per l’alternanza scuola-lavoro (art.1 comma 41). Per incrementare il collegamento scuola - impresa – territorio è possibile attivare i laboratori territoriali per l’occupabilità (art.1 comma 60) che consentono alle imprese, alle università e agli enti pubblici, di collaborare con le scuole per orientare le attività formative verso settori strategici del Made in Italy e per fornire servizi propedeutici all’inserimento del giovane nel mercato del lavoro.

I laboratori costituiscono spazi di incontro tra scuola e territorio dove sperimentare nuovi percorsi di didattica laboratoriale, che sarà possibile attivare anche in reti di scuole e nei poli tecnico-professionali. Aperti anche al di fuori dell’orario scolastico, i laboratori potranno contribuire a contenere l’alto tasso di abbandono scolastico (17% media nazionale con punte del 25,8% al Sud) e a fare della scuola un punto di riferimento nella realtà sociale e produttiva di un territorio.

L’alternanza scuola-lavoro, perciò, non costituisce un percorso di recupero, ma al contrario si qualifica come strumento per rendere più flessibili i percorsi di istruzione, nella cornice del lifelong learning. I nuovi modelli organizzativi proposti dal riordino degli istituti scolastici, quali i Dipartimenti e il Comitato Tecnico Scientifico, possono svolgere un ruolo importante sia per facilitare l’inserimento dei giovani in quei contesti operativi disponibili ad ospitare gli studenti, sia per attivare efficacemente le procedure di alternanza, per alcuni versi più complesse di quelle previste per gli stage e i tirocini.

Allo stesso tempo bisogna prendere atto che il nuovo quadro normativo disegnato dalla Legge 107/2015 e dai decreti applicativi del Jobs Act delinea la possibilità di costruire un curricolo fondato sul raccordo tra scuola e mondo del lavoro associando dispositivi diversi: alternanza, apprendistato, tirocini tre modelli ben diversi tra di loro.

Le innovazioni introdotte permettono alle istituzioni scolastiche di procedere verso la costruzione di percorsi di apprendimento basati sul lavoro che prevedano, ad esempio una prima fase fondata sull’alternanza scuola-lavoro, con funzioni orientative, formative e anche propedeutiche all’inserimento professionale dei giovani, al fine di evidenziare motivazioni, attitudini, conoscenze, in ragione del ruolo da svolgere in azienda.

Ad essa potrebbe seguire un’eventuale seconda fase caratterizzata da uno o più contratti di apprendistato a cura delle aziende già coinvolte nei percorsi di alternanza, che consentirebbe un maggiore e più stabile inserimento dei giovani nel mondo di lavoro già all’interno del percorso di istruzione.

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