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Smart Working - No Working

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Oggi si conclude una settimana all'insegna delle polemiche relativamente allo smart workig nella pubblica amministrazione, infatti proprio nel giorni scorsi il Prof.re Pietro Ichino dalle colonne del Corriere della Sera ha posto 7 domande al Ministro Dadone. Secondo il Prof.re Ichino la modalità di lavoro agile è "stata dichiarata dalle amministrazioni senza alcun controllo soltanto per giustificare il mantenimento dello stipendio pieno a tutti i dipendenti senza distinzioni" Una delle 7 domande che il Prof.re Ichino pone al Ministro una riguarda il mondo della scuola chiedendo "che cosa ha fatto realmente – da casa o no – il personale amministrativo e tecnico di scuole e atenei da marzo a oggi?"
Le affermazioni di Ichino hanno alimentato il dibattito sul lavoro agile nella pubblica amministrazione il 19 giugno sempre dalle pagine del Corriere della Sera si affermava che su 10 dipendenti pubblici 7 lavorano ancora da casa. Forse per mettere fine alle polemiche o forse per alimentare il dibattito il Ministro della PA, in risposta alle dichiarazioni di Ichino, ha affermato che "Prevediamo delle proroghe dello smart working per poi arrivare a regime a garantirlo per il 30% del personale ove sia compatibile con il tipo di mansione che si svolge, penso che un medico difficilmente potrà svolgere tramite pc il suo lavoro", e addentrandosi nel merito delle dichiarazioni di Ichino, il ministro ha dichiarato: "credo che le preoccupazioni vengano dalla paura di ciò che è nuovo». Ma gli studi «dimostrano che questa modalità di lavoro porta ad una produttività maggiore".
Prendendo spunto dalle dichiarazioni del prof. Ichino, occorre fare il punto della situazione, partendo dal presupposto che ci siamo ritrovati ad essere dei lavoratori agili per garantire il distanziamento sociale impostoci dal lock down per contenere la diffusone del virus Covid 19. Adesso dopo la fine del lock down è doverosa una seria valutazione di quelle che sono le attività della pubblica amministrazione che NON possono essere oggetto di smart working e continuare ad attivare il lavoro agile solo per le attività cosi come le chiama il Ministro "smartabili" Infatti lo svolgimento delle attività di lavoro agile va organizzato per obiettivi, in coerenza con la valutazione della performances.
La direttiva n° 3/2020 della funzione pubblica prevede: "Nella fase attuale, le amministrazioni dovranno valutare, in particolare, se le nuove o maggiori attività possano continuare a essere svolte con le modalità organizzative finora messe in campo ovvero se le stesse debbano essere ripensate a garanzia dei servizi pubblici da assicurare alla collettività."
Alla data odierna ci risulta che molte scuole risultano ancora chiuse con tutto il personale ATA – assistenti amministrativi tecnici e collaboratori scolastici a casa in "lavoro agile".
Posto che nei prossimi giorni torneremo a parlare di Smart Working vogliamo concludere queste poche righe con una delle domande del prof.re Ichino "Hanno davvero lavorato da remoto anche gli addetti ai musei, gli uscieri, il personale tecnico........ .....o questo si fosse tradotto in un periodo di vacanza.

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