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Rendicontazione progetti Erasmus - seconda parte

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Il sistema di finanziamento dei progetti Erasmus+, basato su costi unitari, è finalizzato a semplificare la gestione finanziaria del progetto. Il finanziamento prevede costi indiretti variabili (ad esempio il supporto organizzativo, il supporto individuale e i bisogni speciali) e i costi diretti (ad esempio costi dei corsi, viaggio e soggiorno, materiale di consumo). I costi di viaggio, di soggiorno e della frequenza dei corsi sono finanziati lump sum, ossia forfettariamente.

Nella fase di rendicontazione non sono richiesti titoli di spesa o fatture di spese sostenute, è sufficiente – ma indispensabile - certificare l'effettiva partecipazione alle attività previste dal progetto di mobilità (ad esempio attestato rilasciato dalla scuola/organizzazione ospitante); i costi di viaggio/soggiorno in quanto lump sum, non sono da dimostrare, salvo carta d'imbarco.

Il finanziamento viene aggiudicato anche con riferimento al budget, che deve dunque prevedere e assicurare il compimento di tutte le necessità del progetto, ma nello stesso momento non deve eccedere nella richiesta di finanziamento. Qualunque sia il livello di complessità o di dettaglio, il budget deve comunque essere frutto di approfondite considerazioni per evitare problemi finanziari in corso d'opera.

Per quanto riguarda poi la fase di gestione dei progetti Erasmus+ è difficile se non impossibile cambiare i parametri calcolati una volta che sia presentata la proposta e una volta che sia firmato il contratto con la Commissione. Con un progetto approvato, infatti, si sottoscrive un contratto con la Commissione che specifica tempi e risultati, che dovranno essere rispettati all'interno del budget prestabilito.

Nella fase di gestione di tali risorse nel programma annuale finanziario ci sono alcuni aspetti meritevoli di attenzione:

le spese ammissibili;
la natura del rimborso forfettario spettante ai docenti per le spese sostenute all'estero, qualora la scuola liquidi direttamente l'importo forfettario totale al docente.

Per quanto riguarda i costi ammissibili sono imputabili i costi "necessari" (così definiti nella Guida Erasmus+) a garantire il funzionamento corrente e il raggiungimento degli obiettivi del progetto. Il riferimento normativo nazionale è alle spese di missione sostenibili in Italia o all'estero: non trovano, pertanto, giustificazione ricevute per aperitivi, taxi, spettacoli teatrali, etc., ma eventuali pranzi e cene (in rapporto agli orari), i mezzi di trasporto pubblico, etc..

Nel caso di completa erogazione del rimborso forfettario per le spese sostenute all'estero dai docenti, dipendenti pubblici, questo costituisce reddito di lavoro dipendente fiscalmente imponibile da assoggettare a ritenuta d'acconto, ai sensi del DPR n. 600/1973, per la parte eccedente 77,47 euro giornalieri.

Tali somme, erogate dal datore di lavoro/scuola, costituiscono per i docenti un reddito di lavoro dipendente, ai sensi dell'articolo 49, dPR 917/86, Testo Unico delle Imposte sui Redditi (TUIR) da assoggettare a tassazione secondo i criteri dettati dall'articolo 51 del medesimo TUIR.

In particolare, il comma 5 del richiamato articolo 51 prevede che le somme corrisposte al dipendente nell'ipotesi in cui svolga l'attività lavorativa al di fuori della normale sede di lavoro (c.d. trasferte o missioni), "concorrono a formare il reddito per la parte eccedente 46,48 euro al giorno, elevati a 77,47 euro per le trasferte all'estero, al netto delle spese di viaggio e di trasporto; in caso di rimborso delle spese di alloggio, ovvero di quelle di vitto, o di alloggio o vitto fornito gratuitamente il limite è ridotto di un terzo. Il limite è ridotto di due terzi in caso di rimborso sia delle spese di alloggio che di quelle di vitto".
Questo trattamento fiscale non è applicabile alle somme corrisposte agli studenti.

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