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Protezione dei lavoratori da agenti biologici - sars-cov-2

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Protezione dei lavoratori da agenti biologici - sars-cov-2
La valutazione del rischio da esposizione ad agenti di tipo biologico è oggetto del titolo X del d.lgs. 81/2008, su recepimento della Direttiva 2000/54/CE del 18.09.2000, ed è relativa al pericolo derivante dal contatto intenzionale o potenziale con microorganismi uni e pluricellulari, muffe, funghi e parassiti che in qualche modo possono rappresentare un rischio per la salute dell'uomo, dell'ambiente e degli operatori professionali che più o meno deliberatamente vi sono esposti durante le attività lavorative e assimilate.
Rientrano nel campo di applicazione del citato titolo X gli agenti biologici potenzialmente patogeni, in grado di provocare malattie, allergie o intossicazioni. Ne fanno parte anche i microorganismi geneticamente modificati, che sono soggetti a specifiche autorizzazioni di impiego e alla legislazione di riferimento rappresentata in Italia da quanto disciplinato all'interno del d. lgs. 206/2001.
La classificazione di pericolo degli agenti biologici si sviluppa su quattro gruppi di rischio, in considerazione delle caratteristiche intrinseche di infettività, patogenicità, virulenza, trasmissibilità e neutralizzabilità
L'infettività è intesa come la capacità di un agente di penetrare e infettare un organismo e dipende dal numero di agenti necessari per l'instaurarsi dell'infezione in un determinato ospite.
La patogenicità è la capacità che l'agente possiede, di sviluppare una malattia una volta penetrato nell'ospite.
La virulenza misura la gravità della malattia ed è l'indice della capacità di moltiplicarsi nell'ospite e di indurre malattie e lesioni.
La trasmissibilità è la capacità dell'agente di diffondersi nell'ambiente, di replicarsi in condizioni esterne a quelle native e di trasmettersi da individuo a individuo attraverso la trasportabilità aerea, per ingestione, contatto o per via ematica.
La neutralizzabilità è la capacità sviluppata dall'uomo di combattere l'agente patogeno, mediante l'impiego di forme di profilassi o terapeutiche.
Come ricordato sopra la Direttiva 2000/54/CE del 18.09.2000 disciplina la protezione dei lavoratori contro i rischi derivanti da un'esposizione ad agenti biologici durante il lavoro. La Direttiva (UE) 2019/1833 successivamente ne aveva modificato gli allegati I, III, V e VI.
Ora con la Direttiva (UE) 2020/739 della Commissione del 3 giugno 2020 viene ulteriormente modificato l'allegato III disponendo che:
"Nell'allegato III della direttiva 2000/54/CE, nella tabella relativa ai VIRUS è inserita la seguente voce tra «Sindrome respiratoria acuta grave da coronavirus (virus SARS)» e «Sindrome respiratoria medio-orientale da coronavirus (virus MERS)»:«Sindrome respiratoria acuta grave da coronavirus 2 (SARS-CoV-2)".
Il Coronavirus SARS-CoV-2, responsabile della pandemia Covid-19, viene così inserito nell'elenco degli agenti biologici che possono causare malattie infettive nell'uomo e, di conseguenza, classificato come patogeno per l'uomo del gruppo di rischio 3.
La Direttiva dovrà essere recepita dagli Stati membri entro il 24 novembre 2020; nel nostro caso sarà recepita ed andrà a incidere sul titolo X del d.lgs. 81/2008.

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