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Pronti? Via ... al monitoraggio appalti entro fine gennaio

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Il 31 gennaio p.v. scade l’obbligo di pubblicare, in tabelle riassuntive,  tutte le informazioni riferite alle procedure per l’acquisto di beni, servizi e lavori avviate nel corso del 2017 (delibera ANAC, ex AVCP, n.39 del 20.01.2016), anche se in pendenza di aggiudicazione. L’obbligo è previsto dalla legge n.190/2012 - disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell'illegalità nella PA - e non sostituisce, in tutto o in parte, gli altri obblighi di pubblicità previsti dal Codice dei contratti pubblici, cioè non ha un valore ‘assorbente’ di tutte gli altri obblighi di pubblicazione.

Qualora alcune procedure siano ancora in pendenza di aggiudicazione, al fine di rispettare il principio di segretezza delle offerte, la pubblicazione dei dati  relativi alle imprese partecipanti alla procedura di selezione potranno essere resi pubblici solo in data successiva a quella di scadenza del termine per la presentazione delle offerte.

Anche per quanto riguarda l’importo economico minimo degli affidamenti, la norma in questione non prevede soglie minime, né può essere l’ANAC a stabilirle, nel silenzio del legislatore; ad oggi ne deriva che anche nel caso di affidamenti per spese di minima entità non pare ipotizzabile un’esenzione dall’obbligo di pubblicazione.

 i dati del monitoraggio sugli appalti aggiudicati devono rimanere pubblicati
per cinque anni, salvo l’estensione, se le informazioni da pubblicare si riferiscono ad atti che producono effetti oltre tale termine.

La pubblicazione o la trasmissione parziale, dovute all’omissione della pubblicazione/trasmissione di dati relativi a fatti verificatisi e noti, configura un inadempimento. Per il mancato o non veritiero invio dei dati all’Osservatorio è infatti prevista l’irrogazione di una sanzione amministrativa nei confronti del soggetto responsabile della comunicazione, oltre alla segnalazione alla Corte dei Conti entro il 30 aprile di ogni anno.

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