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NOVITA' PER LE VISITE FISCALI

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E’ da lungo tempo che le pubbliche amministrazioni, compresa la scuola, dispongono il controllo sulle assenze per malattia dei dipendenti tramite le visite fiscali, tenendo anche conto dell’esigenza di contrastare e prevenire l’assenteismo.

Il decreto 17.10.2017, n. 206 è il nuovo “Regolamento recante modalità per lo svolgimento delle visite fiscali”: è entrato in vigore il 13 gennaio u.s. ed ha apportato alcuni cambiamenti, ma indubbiamente inferiori a quelli di cui si ha notizia sulla stampa anche on line. 

Il decreto  prevede la possibilità che sia reiterata la visita fiscale nel periodo prognostico compreso in un unico certificato di malattia; è opportuno sottolineare che la “cadenza sistematica e ripetitiva” citata dal decreto non intende consentire più visite di controllo nella stessa giornata allo stesso dipendente, ma solo nello stesso periodo di assenza, così come è sempre avvenuto per i dipendenti privati.

Il medico fiscale non controlla la presenza del lavoratore a casa (e neppure nessun vigile può bussare alla porta del dipendente per accertare la sua presenza a casa), ma valuta la sua idoneità o meno alla ripresa dell’attività lavorativa, tenendo in considerazione le mansioni svolte. Pertanto, le visite mediche di controllo domiciliare e/o ambulatoriale sono predisposte per la verifica dello stato di effettiva incapacità temporanea al lavoro.

La scuola dispone la visite fiscali, valutando la condotta complessiva del dipendente e gli oneri connessi all’effettuazione della visita, comunque considerando l’esigenza di contrastare e prevenire l’assenteismo. Quando l’assenza si verifica nelle giornate precedenti o successive a quelle non lavorative il controllo è in ogni caso richiesto sin dal primo giorno.

I controlli quindi sono mirati e non a gogò:in questi anni sono diverse le sentenze della Corte di Cassazione emesse contro i controlli vessatori nei confronti dei lavoratori. Infatti, in tutti i casi spetta sempre alla scuola verificare se ci si trova di fronte ad un “furbetto”, valutando la condotta complessiva e gli oneri connessi all’effettuazione della visita, assodata l’esigenza di contrastare/prevenire l’assenteismo.

Ricordiamo che rimangono invariati gli orari di reperibilità per i dipendenti pubblici, cioè dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 18, anche nei giorni non lavorativi e festivi.

Tre invece le novità del decreto:

1.    per l’assenza dovuta a malattia per causa di servizio si fa uno specifico riferimento al dPR. 30.12.1981, n . 834 e alle tabelle ad esso allegate relative a lesioni e infermità, mentre prima era una dicitura generica;

2.    per l‘assenza dovuta a malattia riconducibile ad un’invalidità riconosciuta, il decreto ministeriale del 2009 già prevedeva l’esenzione dall’obbligo di rispettare le fasce di reperibilità. La novità consiste nel fatto che, come era già previsto per il privato, ora viene precisata la percentuale minima di invalidità per poterne usufruire, che deve essere pari o superiore al 67%;

3.    i dipendenti in malattia per infortunio sul lavoro debbano, a differenza della previgente normativa, rispettare le fasce orarie di reperibilità.

 

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