... ma ci fanno andare in pensione dal 1 settembre 2018 ?? - Notizie - Dsgaonline.it consigli, norme e novità dal mondo della scuola
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... ma ci fanno andare in pensione dal 1 settembre 2018 ??

Che l'Inps abbia difficoltà a verificare l'effettivo possesso dei contributi dichiarati da docenti e Ata all'atto della domanda di cessazione è noto. Difficoltà che, se non superate, possono anche ritardare la liquidazione della pensione.

Tocca all'Inps accertare il diritto alla pensione del personale della scuola: la novità è diventata pienamente operativa da quest'anno per effetto del decreto ministeriale n. 919 del 23.11.2017 e della Circolare prot. n. 50436 sempre del 23.11.2017, per cui compete esclusivamente all'Inps sia l'accertamento del diritto alla pensione sia il calcolo del trattamento pensionistico.

Nel tempo l'Inps ha attribuito questi problemi a una rielaborazione in atto del sistema che si era reso necessario per effetto della confluenza, dal 1° gennaio 2012, dell'Inpdap nell'Inps in applicazione del decreto legge 201/2011.... ma non era così.

A dicembre u.s., già alla presentazione della domanda, per molto personale si è registrata una non coincidenza tra servizio prestato negli anni settanta e ottanta (precedenti quindi alla confluenza dell'Inpdap nell'Inps) come supplente e quello risultante dagli archivi Inps.

I tempi sono stretti per risolvere questi problemi per i poco più di 33.000 futuri pensionati (25.246 docenti e i 7.936 ATA) !!

Il disegno è però più ampio. In generale, e non solo per i pensionati 2018, l’INPS deve acquisire informazioni relative a retribuzioni e contributi del passato (soprattutto prima del 2005), portarle in formato digitale, controllare errori e incongruenze; inoltre sono da esaminare le domande di riscatto, ricongiunzione e computo, etc, etc.

Il MIUR ha istituito un tavolo di lavoro tra MIUR e INPS soprattutto al fine di facilitare lo scambio dei dati e delle informazioni tra le due istituzioni; l’INPS ha affiancato ai dipendenti dell’Istituto  250-280 lavoratori interinali assunti per l’occasione. Il tempo previsto è di tre anni.

In prospettiva, alla fine di tutto questo lavoro, si possono vedere due vantaggi: la riduzione dei tempi necessari per l'erogazione della pensione, al momento della cessazione dal servizio e la possibilità, già durante il servizio, di farsi un'idea del trattamento economico pensionistico.

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