LA DICHIARAZIONE SOSTITUTIVA DURC, COSA AUTOCERTIFICA E QUANDO SI PUÒ USARE - Notizie - Dsgaonline.it consigli, norme e novità dal mondo della scuola
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LA DICHIARAZIONE SOSTITUTIVA DURC, COSA AUTOCERTIFICA E QUANDO SI PUÒ USARE

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La dichiarazione sostitutiva DURC è una autocertificazione con la quale le imprese attestano di non aver commesso illeciti ai fini del rilascio della documentazione unica di regolarità contributiva (DURC), che devono inviare via PEC / raccomandata / fax / personalmente alla Direzione Territoriale del Lavoro. In particolare nella autocertificazione l’impresa dichiara l’inesistenza a proprio carico di provvedimenti amministrativi o giurisdizionali; non può però attestare la regolarità contributiva mentre è possibile autocertificare il versamento della contribuzione obbligatoria, in quanto si riferisce all’attestazione degli Istituti e Casse Edili circa la correttezza della posizione contributiva.

Infatti, per le PA c’è la possibilità di utilizzare l’autocertificazione Durc: “Per i contratti di forniture e servizi fino a 20.000,00 euro stipulati con la pubblica amministrazione e con le società in house, i soggetti contraenti possono produrre una dichiarazione sostitutiva ai sensi dell’art. 46, comma 1, lettera p), del Testo Unico di cui al D.P.R. 445/2000, in alternativa al documento di regolarità contributiva.”.

È chiaro, pertanto, che la dichiarazione sostitutiva DURC può essere utilizzata nell’ambito dell’attività negoziale delle PA e della scuola solo nel caso di:

  • Contratti di forniture di importo netto fino a 20.000 euro;

  • Contratti di acquisizione di servizi di importo netto fino a 20.000.

Come si può facilmente notare non è prevista per i contratti di lavori. Le scuole, in qualità di amministrazioni procedenti, sono tenute ad effettuare controlli periodici sulla veridicità delle dichiarazioni sostitutive Durc.

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