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Il Mepa non esonera la stazione appaltante dall’indagine di mercato

MEPA

Non è esonerata dall' obbligo di esperire una indagine di mercato per l' individuazione degli operatori economici da invitare a una successiva procedura negoziata, la stazione appaltante tenuta a fare ricorso allo strumento del mercato elettronico, in quanto la selezione deve essere sempre non discriminatoria.
Così si è espresso il Consiglio di Stato con la sentenza n. 5833/2018 riformulando il disposto del Tar Puglia sulla legittimità di una procedura di gara gestita da un Ente beneficiario di un finanziamento ministeriale, poi negato, per non avere rispettato gli adempimenti prodromici alla corretta individuazione degli operatori economici con cui negoziare.
Il ricorso al Meda non esonera la stazione appaltante, alla luce del quadro normativo di riferimento, dall' obbligo di esperire una indagine esplorativa per la formazione di un elenco di fornitori o, almeno, di predeterminare i criteri di selezione degli operatori economici, ai fini del rispetto dei principi stabiliti dall' articolo 30 del d.lgs 50/2016. L' utilizzo del mercato elettronico della pubblica amministrazione, facoltativo o meno, non deve prestarsi a una lettura fuorviante che porti a eludere i principi di imparzialità, trasparenza e par condicio alla base delle procedure di gara.
L' avviso pubblico è preordinato, difatti, a conoscere i potenziali fornitori interessati alla procedura di selezione per lo specifico affidamento e risponde, così, all' esigenza di garantire la massima partecipazione e concorrenzialità. In mancanza di questa apertura al mercato, o, per lo meno, in assenza di criteri predeterminati per l' individuazione degli operatori economici, non vi è garanzia di imparzialità dell' azione amministrativa, dato che la stazione appaltante può discrezionalmente invitare alcuni soggetti piuttosto che altri.
"... nel caso di specie, né l'una né l'altra modalità di preselezione (indagine di mercato o indicazione dei criteri selettivi) è stata posta in essere dal Comune appellato in quanto né la determina a contrarre né alcun altro atto del Comune stesso hanno evidenziato con esattezza i criterî di scelta dei cinque operatori presenti sul mercato elettronico".
"Ne deriva che la procedura seguita dal Comune, non conforme alla normativa vigente, non consentiva il finanziamento, come ha ritenuto il Ministero dell'Interno, il cui provvedimento di diniego, impugnato in primo grado, va quindi esente da ogni censura sollevata nel presente giudizio".

Fonte immagine: Google

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