FASE 2 - SI PROSEGUE CON IL LAVORO AGILE - Notizie - Dsgaonline.it consigli, norme e novità dal mondo della scuola
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FASE 2 - SI PROSEGUE CON IL LAVORO AGILE

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La situazione emergenziale a seguito del Covid19 che il Paese sta affrontando ha imposto la necessità di rimodulare l'organizzazione del lavoro e degli uffici per ridurre la presenza del personale nelle scuole: a tal fine le attività lavorative scolastiche sono ordinariamente svolte con modalità di lavoro agile (smart working) per il personale amministrativo e tecnico o, laddove non sia possibile, prevedendo piani di turnazione o rotazione dei collaboratori scolastici che non incidano sugli aspetti retributivi, così come previsto dai protocolli d'intesa tra il Ministro per la P.A. e OO.SS. del 3 e 8 aprile 2020.
Conseguentemente, la presenza del personale amministrativo e tecnico a scuola è limitata alle sole attività indifferibili che non possano essere svolte in modalità agile. Infatti, l'art. 87 D.L. 17.03.2020, n. 18 ha disposto che fino 31 luglio 2020, data di cessazione dello stato di emergenza epidemiologica ovvero fino a una data antecedente stabilita con dPCM, il lavoro agile costituisce modalità ordinaria di svolgimento della prestazione lavorativa nelle PP.AA.. Conseguentemente, è stabilito che la presenza del personale nei luoghi di lavoro sia limitata alle sole attività indifferibili che non possano essere svolte in modalità agile.
Il recente dPCM del 26.04.2020 richiama espressamente la disposizione dell'art. 87 citato sopra e conferma l'adozione del lavoro agile quale modalità ordinaria di svolgimento della prestazione lavorativa nelle PP.AA., scuole comprese, intanto sino al prossimo 17 maggio 2020.
A tal proposito, la nota M.I. del 1.05.2020 ricorda che costituisce obbligo di ciascuna scuola ed in particolare del dirigente scolastico individuare, su segnalazione del direttore, le attività di lavoro agile e richiedere la correlata presenza del personale dipendente a scuola garantendo le condizioni di sicurezza previste dai protocolli d'intesa già citati sopra.
È utile ricordare che il "Decreto Cura Italia" considera il contagio da Covid19 in ambito di lavoro come un infortunio meritevole, in quanto tale, di ricevere la copertura assicurativa Inail. Il datore di lavoro, nella scuola veste assunta dal dirigente, è potenzialmente esposto alla responsabilità penale per i reati di lesioni ai sensi dell'art. 590 c.p. e omicidio colposo ai sensi dell'art. 589 c.p.. La situazione può essere aggravata dalla violazione delle norme antinfortunistiche, laddove il dirigente non abbia adottato le misure necessarie (presenza a scuola per attività differibili, assenza di adeguati DPI, mancanza di sanificazione e disinfezione quotidiana, etc.) atte a prevenire il rischio di contagio, cagionando così la malattia o morte del lavoratore.
Ad oggi sembra improbabile che dal 18 maggio si ritorni al lavoro ordinario, come è sempre stato, se non per particolari esigenze quali ad esempio la prova orale dell'Esame di Stato, che riguarda pertanto solo le scuole secondarie di secondo grado.
Concludendo, anche se le scuole fisicamente sono chiuse, il lavoro prosegue come smart working, perché la scuola è e deve essere un presidio dello Stato.

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