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Esclusione dall’accesso civico generalizzato dagli appalti

accesso civico

In linea generale va premesso che il legislatore, attraverso l'introduzione dell'accesso civico generalizzato, ha voluto consentire l'accesso ai documenti detenuti dalle pubbliche amministrazioni, ulteriori a quelli oggetto di pubblicazione, a "chiunque", prescindendo da un interesse manifesto. Tale istituto di portata generale, tuttavia non è esente da alcune limitazioni rinvenibili sia in quanto stabilito nell'art. 5-bis, commi 1 e 2 del d.lgs. n. 33/2013, sia nella scelta del legislatore di far rimanere in vita gli artt. 22 e ss. della legge 241/90 relativi all'accesso c.d. "ordinario"
Secondo un primo indirizzo i documenti afferenti alle procedure di affidamento ed esecuzione di un appalto sono esclusivamente sottoposti alla disciplina di cui all'art. 53 d.lgs. 50/2016 e pertanto restano esclusi dall'accesso civico c.d. generalizzato di cui all'art. 5, comma 2, d.lgs. 33/2013 (T.A.R. Emilia- Romagna, Parma, n. 197/18; T.A.R. Lombardia, Milano, I, n. 630/19; Tar Toscana, Sez. III, 17.04.2019 n. 577).
Secondo un diverso orientamento, di contro, dovrebbe riconoscersi l'applicabilità della disciplina dell'accesso civico generalizzato anche alla materia degli appalti pubblici (da ultimo, T.A.R. Lombardia, sez. IV, n. 45/2019; Consiglio di Stato sezione III sentenza n. 3780/2019).
Una più recente sentenza del Consiglio di Stato disconosce l'applicabilità dell'accesso civico generalizzato ai "casi" per i quali esiste già una disciplina specifica. È questo il caso dell'accesso agli atti dell'appalto che trovano una compiuta disciplina (e connessi limiti) nell'articolo 53 del codice dei contratti che, come noto, rinvia poi al quadro generale come delineato dall'articolo 22 della legge 241/90. Questo l'importante principio è sancito dal Consiglio di Stato, sez. V, nella sentenza 5503/2019, con cui ha respinto il ricorso presentato da un'impresa avverso il diniego all'istanza di accesso civico generalizzato, avente ad oggetto gli atti di una procedura di gara indetta da un ente locale.
Pertanto vi è l'esclusione in via assoluta dell'applicabilità della disciplina dell'accesso civico generalizzato agli atti delle procedura di affidamento e di esecuzione di un appalto. L'accesso civico generalizzato è stato introdotto dal d.lgs. 97/2016, pertanto, laddove il Legislatore avesse voluto consentire l'accesso civico generalizzato per la materia dei contratti pubblici, lo avrebbe inserito nel Codice dei contratti pubblici con il c.d. correttivo di cui al d.lgs. 56/2017.
Al contrario, l'articolo 53 del d.lgs. 50/2016, in merito alla conoscibilità degli atti di gara fa espresso rinvio agli artt. 22 e ss della legge 241/1990, limitando l'accesso agli atti di gara esclusivamente a coloro che siano portatori di un interesse diretto, concreto e attuale, corrispondente ad una situazione giuridicamente tutelata.

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