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Cos’è il lavoro agile???

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Le purtroppo recenti problematiche scaturite dalla rapida diffusione del Coronavirus hanno riportato alla ribalta modalità di lavoro che evitano la necessità di recarsi fisicamente in ufficio con associata la flessibilità lavorativa a beneficio dell'equilibrio tra vita privata/lavorativa, ad esempio dovuta alla necessità di accudire i figli a casa da scuola.
Spesso però le informazioni non sono precise: cerchiamo di approfondirle partendo dagli aspetti più generali.
La legge 81/2017 - "Misure per la tutela del lavoro autonomo non imprenditoriale e misure volte a favorire l'articolazione flessibile nei tempi e nei luoghi del lavoro subordinato" - estende le disposizioni sullo smart working o lavoro agile anche ai rapporti di lavoro alle dipendenze delle PP.AA., in quanto compatibili.
Lo smart working non significa telelavoro o lavorare da casa, dal mare, in un parco, tendenzialmente in mobilità utilizzando la rete e il digitale.
L'art.18 della legge 81/2017, finalizzato a promuovere il lavoro agile quale modalità flessibile di esecuzione del rapporto di lavoro dipendente, ha lo scopo di incrementarne la produttività e agevolare la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro.
Lo stesso articolo definisce lavoro agile una prestazione di lavoro subordinato che si svolge con le seguenti modalità:
a) esecuzione della prestazione lavorativa in parte all'interno di locali dell'amministrazione e in parte all'esterno ed entro i soli limiti di durata massima dell'orario di lavoro giornaliero e settimanale, derivanti dalla legge e dalla contrattazione collettiva;
b) possibilità di utilizzo di strumenti tecnologici per lo svolgimento dell'attività lavorativa;
c) assenza di una postazione fissa durante i periodi di lavoro svolti all'esterno dei locali aziendali.
La Legge 81/2017 sul lavoro Agile così lo definisce normativamente: "svolgimento della prestazione lavorativa, basata su flessibilità di orari e di sede e caratterizzata, principalmente, da una maggiore utilizzazione degli strumenti informatici e telematici, nonché dell'assenza di una postazione fissa durante i periodi di lavoro svolti anche al di fuori dei locali aziendali".
Anche in questa situazione il dirigente scolastico/datore di lavoro è il responsabile della sicurezza e del buon funzionamento degli strumenti tecnologici assegnati al lavoratore per lo svolgimento dell'attività lavorativa.
Le scuole incontrano però il primo vincolo: alla base di ogni tipologia di innovazione della P.A. e conseguente digitalizzazione ci deve essere la reingegnerizzazione del procedimento amministrativo che non può essere più l'uso dell'informatica nel procedimento cartaceo, fatto di faldoni e fascicoli.
L'elemento più importante è infatti l'applicazione del principio del cloud first e il procedimento amministrativo opererà quindi su una base organizzativa e operativa comune. In questo caso lavorare fuori dall'ufficio non comporta nessuna differenza, perché con strumenti tecnologici adeguati si dispone sempre di un "cruscotto" operativo comune.
Naturalmente queste attività non si improvvisano e devono essere avviate secondo i principi normativi di riferimento per la parte contrattuale e di organizzazione del lavoro ma anche di cambiamento nella modalità di lavoro.
La gestione di una pratica può essere "a distanza" e interattiva; l'impatto ambientale è positivo, facile da individuare e la circostanza che ci sono meno automobili in giro non può che aiutare il clima.
Altro aspetto cruciale è sicuramente la sicurezza informatica: i sistemi cloud ma anche i data center devono avere livelli di sicurezza adeguata. Il personale che opera da remoto deve essere identificato e autenticato in un'ottica di elevata protezione dei dati personali.

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