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Ordine Diretto di Acquisto (ODA), Richiesta di Offerta (RdO) o Trattativa Diretta (TD)???

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Il MePA lascia la libertà di compiere molte azioni, demandando al direttore dei servizi generali e amministrativi la corretta istruttoria della determina a contrarre, il rispetto delle norme di riferimento, la responsabilità della procedura.
Ordine Diretto di Acquisto (ODA), Richiesta di Offerta (RdO) e Trattativa Diretta (TD) non sono procedure di acquisto ma strumenti informatici, cioè uno strumento di acquisto e di negoziazione che consente acquisti telematici per importi inferiori alla soglia di rilievo europeo (euro 40.000) basati su un sistema che attua procedure di scelta del contraente interamente gestite per via telematica. È uno strumento dinamico di e – procurement pubblico, un mercato digitale che ha peculiarità specifiche.La normativa prevede però esattamente quali procedure di acquisto possiamo eseguire con gli specifici strumenti informatici, ossia affidamenti diretti, procedure negoziate, procedure aperte e procedure negoziate con un solo operatore senza previa pubblicazione di bando.
Ecco una interessante tabella di corrispondenza che aiuta ad orientarsi nella scelta dello strumento più idoneo e nel rispetto delle regole previste dalla relativa procedura di acquisto identificata.

tabella cosip

Tradizionalmente la scuola ha sempre attivato la procedura negoziata: l'unico strumento a disposizione è l'RdO, anche se poi con l'RdO si possono anche implementare anche altri tipi di procedure come procedure aperte sotto soglia, procedure negoziate con un solo operatore senza previa pubblicazione di bando o affidamenti diretti, di importo inferiore a 40.000 euro
L'ultimo strumento nato in casa MePA è la Trattativa Diretta, che consente di invitare sempre e solo una sola Impresa, e dunque eseguire procedure negoziate con un solo operatore senza previa pubblicazione di bando e affidamenti diretti.
In parole diverse possiamo considerare la Trattativa Diretta come ad una RdO "semplificata" da usarsi quando si invita un solo operatore economico.
Per le Trattative Dirette appare un menù a tendina dal nome "Tipologia di Trattativa" che obbliga la Scuola a selezionare "affidamento diretto" o "procedura negoziata con un solo operatore senza previa pubblicazione di bando" e, pertanto, a il tipo di procedura prescelta.
Lo stesso tipo di trasparenza dovrebbe essere implementato anche per le RdO... attendiamo fiduciosi...

Risoluzione contratti di supplenza

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A proposito di supplenze e di risoluzione anticipata del contratto per decesso del titolare, la Corte di Cassazione conferma che non è possibile.
Con Ordinanza n. 15381 del 6.06.2019 la Corte di Cassazione afferma che il contratto a tempo determinato si caratterizza per la previsione di un termine finale che, come si desume dalla clausola 3 dell'accordo quadro allegato alla direttiva 1999/70/CE "è determinato da condizioni oggettive, quali il raggiungimento di una certa data, il completamento di un compito specifico o il verificarsi di un evento specifico" pertanto, a differenza di ciò che accade nel rapporto a tempo indeterminato, le parti del contratto "conoscono dal momento della sua conclusione la data o l'evento che ne determina il termine e tale termine limita la durata del rapporto di lavoro, senza che le parti debbano manifestare la loro volontà al riguardo dopo la conclusione di detto contratto".
Lo stesso dicasi nel caso in cui il docente titolare decidesse di anticipare il rientro in servizio (es. da un'aspettativa o altro tipo di congedo, compreso il rientro anticipato al lavoro da una malattia, previa certificazione medica ecc.), e il dirigente scolastico ne accogliesse la richiesta: il contratto a tempo determinato breve e saltuario del supplente non può essere risolto prima della scadenza.
Il CCNL – Comparto Istruzione e Ricerca del 19.04.208 all'art. 41 stabilisce che "I contratti a tempo determinato del personale docente, educativo ed ATA devono recare in ogni caso il termine. Tra le cause di risoluzione di tali contratti vi è anche l'individuazione di un nuovo avente titolo a seguito dell'intervenuta approvazione di nuove graduatorie"; non viene considerata però la possibilità della risoluzione di un contratto in caso di rientro anticipato/decesso del titolare.
L'Aran, infatti, in uno dei suoi Orientamenti Applicativi risponde: "Si fa presente che l'art. 18 comma 2 lett c) del CCNL 04/08/1995 prevedeva espressamente la risoluzione del contratto stipulato con il supplente a seguito del "rientro anticipato del titolare", questa norma non è stata più ripresa dai successivi CCNL per cui si deve considerare non più applicabile."
In questo direzione anche la sentenza n. 277 del 22 settembre 2014 del Tribunale di Campobasso, in funzione di giudice del lavoro.

 

Le procedure sottosoglia

appalti

La procedura per l'acquisto di beni e servizi di importo inferiore a 40.000 euro ora dovrebbe essere chiara per il semplice fatto che si tratta di affidamenti diretti in cui devono essere garantiti:
A) i principi di non discriminazione e di trasparenza (art. 30, comma 1 del Codice dei contratti);
B) i principi di rotazione degli inviti e degli affidamenti espressamente richiamati dall'art. 36, comma 1, del d.lgs. n. 50/2016, che disciplina i contratti di appalto sotto soglia.
Con l'entrata in vigore del Decreto-Legge 18 aprile 2019, n. 32 (c.d. Decreto Sblocca Cantieri) convertito dalla Legge 14 giugno 2019, n. 55, una delle modifiche più interessanti e controverse introdotte al Decreto Legislativo 18 aprile 2016, n. 50 (cd. Codice dei contratti pubblici) sono senza dubbio quelle relative all'articolo 36 (Contratti sotto soglia).
Dopo lo Sblocca Cantieri la situazione relativa all'affidamento dei contratti sottosoglia si presenta nel seguente modo:
Importo forniture e servizi
Disciplina vigente prevista dalla Legge n. 55/2019
Sino a 40.000
affidamento diretto anche senza previa consultazione di due o più operatori economici o in amministrazione diretta (art. 36, co, 2 lett. a)
40.000 a 150.000
affidamento diretto previa consultazione, ove esistenti, di almeno 5 preventivi (art. 36, co. 2 lett, b)
Il TAR Basilicata con la sentenza 23 gennaio 2020, n. 79 è intervenuto sugli affidamenti di importo inferiore a 40.000 euro. Nel caso in esame l'Ente appaltante anziché affidare la progettazione architettonica/ ingegneristica (di un lavoro) direttamente ad un professionista, ne ha contattati più di uno, non garantendo la segretezza delle offerte.
Il TAR Basilicata precisa che nel caso in cui venga instaurato un confronto competitivo anche informale, anche se non obbligatoriamente previsto dalla norma che parla di "affidamento diretto anche senza previa consultazione di duo o più operatori economici" (art. 36, comma 1, lettera a) i principi di trasparenza impongono che sia assicurata la parità di condizioni e non sia ammissibile che un offerente abbia la possibilità (anche solo potenziale e non necessariamente dimostrata di fatto) di conoscere in anticipo le offerte di un suo concorrente. anche negli affidamenti di importo inferiore a 40.000 euro,
Invece, per l'affidamento dei contratti tra 40.000 e 150.000 euro c'è stato un vero e proprio dibattito tra gli operatori del settore per comprendere il significato legislativo dell' "Affidamento diretto previa valutazione di cinque preventivi". Di cosa si tratta? di un affidamento diretto? di una procedura negoziata? o di una nuova procedura?
Una risposta si può trovare nella bozza del Regolamento del Codice dei contratti, che sostituirà le linee guida dell'ANAC quando diventerà definitiva. L'art. 7 del Regolamento in bozza tenta di definire la procedura di affidamento prevista all'articolo 36, comma 2, lettera b) del Codice dei contratti, ovvero l'affidamento diretto previa valutazione di tre preventivi. In particolare, è previsto che:
1. la richiesta di tre preventivi da comparare sia effettuata in forma scritta, con modalità informale (??);
2. si può procedere all'affidamento anche qualora sia pervenuto un numero di preventivi inferiore a quello richiesto;
3. è facoltà della stazione appaltante ricorrere alla procedura negoziata previa consultazione di cinque operatori.
Niente di definitivo insomma ... Restiamo in attesa delle decisioni normative !!!

Gli alunni e la privacy: le informazioni del Garante

privacy

In questi giorni il Garante della Privacy ha ribadito alcune informazioni già date nel passato, però utilizzando ora un linguaggio comunicativo semplice e chiaro.
Ecco quelle più interessanti che riguardano gli alunni/studenti.
⎫ È possibile accedere alla documentazione relativa ad alunni e studenti in possesso della scuola?
Sì. È possibile accedere agli atti e ai documenti amministrativi detenuti dalla scuola ai sensi dalla legge n. 241 del 1990 (artt. 22 ss.)
⎫ Gli esiti degli scrutini o degli esami di Stato sono pubblici?
Sì. Le informazioni sul rendimento scolastico sono soggette ad un regime di conoscibilità stabilito dal MIUR. Nel pubblicare i voti degli scrutini e degli esami nei tabelloni, l'istituto scolastico deve evitare, però, di fornire informazioni sulle condizioni di salute degli studenti o altri dati personali non pertinenti. Il riferimento alle "prove differenziate" sostenute, ad esempio, dagli studenti con disturbi specifici di apprendimento (DSA) non va inserito nei tabelloni, ma deve essere indicato solamente nell'attestazione da rilasciare allo studente.
⎫ Nelle comunicazioni scuola-famiglia possono essere inseriti dati personali degli alunni?
No, nelle circolari, nelle delibere o in altre comunicazioni non rivolte a specifici destinatari non possono essere inseriti dati personali che rendano identificabili gli alunni (ad esempio, quelli coinvolti in casi di bullismo o quelli cui siano state comminate sanzioni disciplinari o interessati da altre vicende delicate).
⎫ Chi può trattare i dati degli allievi disabili o con disturbi specifici dell'apprendimento (DSA)?
La conoscenza di tali dati è limitata ai soli soggetti a ciò legittimati dalla normativa scolastica e da quella specifica di settore, come ad esempio i docenti, i genitori e gli operatori sanitari che congiuntamente devono predisporre il piano educativo individualizzato (L. n. 104/92, L. n. 328/2000 e D.Lgs. n. 66/2017).
⎫ Gli allievi con DSA possono utilizzare liberamente strumenti didattici che consentano loro anche di registrare (c.d. "strumenti compensativi e aumentativi")?
Sì. La specifica normativa di settore (L. n. 170/2010) prevede che gli studenti che presentano tali disturbi hanno il diritto di utilizzare strumenti di ausilio per una maggiore flessibilità didattica. In particolare, viene stabilito che gli studenti con diagnosi DSA possono utilizzare gli strumenti di volta in volta previsti dalla scuola nei piani didattici personalizzati che li riguardano (ivi compreso il registratore o il pc). In questi casi non è necessario richiedere il consenso delle persone coinvolte nella registrazione.
⎫ Le scuole possono consentire a soggetti legittimati di svolgere attività di ricerca tramite questionari, da sottoporre agli alunni, contenenti richieste di informazioni personali?
Sì, ma soltanto se i ragazzi e, nel caso di minori, chi esercita la responsabilità genitoriale, siano stati preventivamente informati sulle modalità di trattamento e sulle misure di sicurezza adottate per proteggere i dati personali degli alunni e, ove previsto, abbiano acconsentito al trattamento dei dati. Ragazzi e genitori devono, comunque, avere sempre la facoltà di non aderire all'iniziativa.

 

I permessi per motivi personali o familiari del personale ATA a tempo indeterminato

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A proposito di permessi retribuiti per il personale scolastico l'art. 15 comma 2 del CCNL 29.11.2007 prevedeva che "il dipendente, inoltre, ha diritto, a domanda, nell'anno scolastico, a tre giorni di permesso retribuito per motivi personali o familiari documentati anche mediante autocertificazione.".
Per il personale ATA l'art. 15, comma 2 del CCNL 29.11.2007 è integralmente sostituito dall'art. 31 del CCNL 19.04.2018. Resta fermo invece quanto previsto dal comma 1 del medesimo articolo 15 del CCNL 29.11.2007.
Il nuovo art. 31 del CCNL 19.04.2018 per i permessi per motivi personali o familiari del personale ATA a tempo indeterminato ha determinato l'obbligo di una quantificazione esclusivamente ad ore per tali permessi e dunque, per il solo personale ATA, i permessi in esame di tre giorni sono attualmente fruibili soltanto frazionatamente nel limite complessivo di 18 ore annuali ad anno scolastico, che possono essere utilizzate anche cumulativamente per una intera giornata lavorativa.
In caso di fruizione del permesso orario per l'intera giornata lavorativa, la riduzione del monte ore sarà sempre di sei ore, anche in caso di giornata lavorativa con orario superiore o inferiore alle 6 ore (ad esempio, 7 ore e 12 minuti): se ne considera la durata convenzionale e non si determina, quindi, né un recupero né un credito orario.
Pertanto, pur essendo quantificabili e fruibili in ore, la disciplina contrattuale permette la fruizione dei permessi per l'intera giornata lavorativa come la disciplina precedente: in sostanza, se un dipendente vuole fruire del permesso per l'intera giornata, dovrà richiedere 6 ore di permesso, anche se quella giornata lavorativa è di 7 ore e 12.
I permessi orari retribuiti per motivi personali o familiari del personale ATA a tempo indeterminato:
a) non riducono le ferie;
b) non sono fruibili per frazioni inferiori ad una sola ora;
c) sono valutati agli effetti dell'anzianità di servizio;
d) non possono essere fruiti nella stessa giornata congiuntamente ad altre tipologie di permessi fruibili ad ore, previsti dalla legge e dalla contrattazione collettiva, nonché con i riposi compensativi di maggiori prestazioni lavorative fruiti ad ore.

Imposta di bollo sui contratti stipulati attraverso il MEPA

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I contratti di valore inferiore a 40.000,00 euro stipulati tramite il MePA sono soggetti al pagamento dell'imposta di bollo nella misura di 16,00 euro per ogni foglio.
Lo ha ribadito l'Agenzia delle Entrate con la risposta n. 370 del 10 settembre 2019 con oggetto "Imposta di bollo sui contratti stipulati attraverso la piattaforma "Consip-Mef acquistinretepa" - DPR 26 ottobre 1972, n. 642 - Articolo 11, comma 1, lett. a), legge 27 luglio 2000, n. 212". La prima risposta in tal senso era contenuta nel documento n. 35/2018.
L'imposta di bollo è una imposta indiretta che colpisce i consumi (es: l'affitto di un appartamento o l'emissione di una ricevuta senza IVA) e che ha come presupposto l'esistenza di un atto, documento o registro, redatto in forma scritta. Per gli atti e documenti soggetti a bollo solo in caso d'uso l'imposta è dovuta al momento in cui fa uso dell'atto. La legge elenca i casi, nella parte seconda della tariffa allegata al decreto istitutivo DPR n. 642/1972, ad esempio ricevute e documenti concernenti ricevimento di denaro, scritture private che non abbiano per oggetto locazioni, corrispondenza commerciale etc..
Le fonti normative prese a riferimento dall'Agenzia delle Entrate sono le seguenti:
1. gli articoli 1 e 2 del D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 642 sull'imposta di bollo;
2. l'articolo 1350 codice civile: "Devono farsi per atto pubblico [c.c. 2699] o per scrittura privata [c.c. 2702], sotto pena di nullità (...) gli altri atti specialmente indicati dalla legge";
3. gli articoli 3, lettere ii) ed mm), e 32, comma 14 d.lgs. 18.04.2016, n. 50: "appalti pubblici" come "... i contratti a titolo oneroso, stipulati per iscritto tra una o più stazioni appaltanti e uno o più operatori economici, aventi per oggetto l'esecuzione di lavori, la fornitura di prodotti e la prestazione di servizi";
4. l'articolo 53 delle regole del sistema di e-procurement della P.A. Consip S.p.A., versione 7.0.
Dalla lettura combinata delle suddette disposizioni, l'Agenzia delle Entrate ha deciso che i contratti di importo non superiore a 40.000 euro devono essere stipulati con la forma della scrittura privata.
Per questo specifico motivo (la stipula con la forma della scrittura privata) tali contratti sono soggetti al pagamento dell'imposta di bollo nella misura di 16,00 euro per ogni foglio.
In allegato la risposta n. 370 del 10 settembre 2019 dell'Agenzia delle Entrate.

La funzione Annullamento nella gestione contratti brevi e saltuari SIDI

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In data 23 gennaio 2020 il MIUR ha comunicato che è stata semplificata la funzione SIDI per la gestione dei contratti, in particolare del protocollo dei contratti, prospetti R-1 e R-2, con l'obiettivo di semplificazione e razionalizzazione degli adempimenti a carico delle Scuole.
La modifica permette di indicare il numero di protocollo dei contratti solo dopo la convalida e prima della trasmissione al MEF, eliminando la richiesta di protocollazione che sovraccaricava la procedura.
Un altro aspetto però che meriterebbe di essere semplificato o almeno chiarito è la funzione Annullamento per i contratti brevi e saltuari.
L'Annullamento non deve essere utilizzato come strumento usuale in caso di qualunque errore si rilevi nel prospetto R-1, ma solo nel caso di errore nella scelta del Tipo contratto o nel caso di scambio di identità fra beneficiari del contratto all'atto della stipula (stessi estremi anagrafici diverso codice fiscale).
In caso di errore dopo l'accettazione del contratto da parte di NoiPA operare come di seguito indicato :
• per anticipare la data di termine di un contratto disporne la risoluzione anticipata (C1),
• per variare le indicazioni relative al pagamento del sabato e della domenica successivi al termine del contratto disporre una rettifica (R-2)
• per variare le ore settimanali disporre una rettifica (R-2)
• se la data di inizio di un contratto risulta errata perché postuma alla data effettiva di presa servizio, stipulare un ulteriore contratto a copertura del periodo mancante
• per variare i giorni di ferie disporre una rettifica (R-2)
• per intervenire in caso di IBAN errato o variato accedere urgentemente all' apposito servizio NoiPA , aggiornare gli estremi bancari e solo successivamente modificare lo stesso in SIDI.
In fase di stipula contratto, nella fase operativa di formazione del contratto di lavoro (acquisizione R-1) nonché prima della trasmissione del medesimo prospetto R-1 a NoiPA, è opportuno vengano effettuati tutti i controlli formali necessari, in particolare sulla corretta individuazione dei dati essenziali del contratto medesimo: tipo contratto, estremi anagrafici del supplente e date di inizio e fine contratto.
Prima dell'accettazione del contratto o se lo stesso è stato rifiutato da NoiPA è possibile cancellare e/o modificare i dati relativi ad un Rapporto di lavoro, recuperando facilmente eventuali errori sfuggiti nella fase iniziale di inserimento dati.
Prima dell'autorizzazione rate da parte del DSGA e DS occorre sempre verificare la correttezza dei dati contrattuali inseriti nel prospetto R-1, per evitare annullamenti che, se successivi all'autorizzazione rate, comportano liquidazione di somme indebite

 

Agenda degli adempimenti fiscali 2020

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Il c.d. decreto fiscale, legge 19 dicembre 2019, n. 157 recante "Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 26 ottobre 2019, n. 124, recante disposizioni urgenti in materia fiscale e per esigenze indifferibili" apporta svariate novità nel calendario fiscale.
Cambiano svariate scadenze: il 16 marzo è ora il termine di trasmissione delle certificazioni uniche (CU) da parte dei sostituti d'imposta e dei dati relativi a oneri e spese sostenuti dai contribuenti. Le certificazioni fiscali rilasciate dal sostituto d'imposta al personale delle p.a., sono rese disponibili esclusivamente in via telematica (art. 1 co. 131 legge 244/2007).
Il 30 aprile è il termine per la messa a disposizione della dichiarazione precompilata da parte dell'Agenzia delle Entrate anziché il 15 dello stesso mese. Anche la destinazione dei contributi sul due per mille finisce in avanti, al 15 dicembre, mentre le erogazioni liberali ai partiti saranno elaborate entro il 31 dicembre.
Per quanto concerne il 730 viene eliminata l'estensione della platea dei contribuenti che possono utilizzare il 730, lasciando i dipendenti e assimilati e i pensionati. È confermato, invece, il nuovo termine di presentazione del modello, che slitta dal 23 luglio al 30 settembre dal 2021. Il nuovo termine vale sia per chi presenta autonomamente la dichiarazione, sia per chi si rivolge a Caf e intermediari o al sostituto d'imposta.
Il termine per la presentazione del modello IRAP 2020 viene posticipato al 2 dicembre 2020 (il 30 novembre è domenica), così come modificato dal decreto cd. Crescita.

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Radiazione residui e variazione dell’avanzo di amministrazione

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Molto importante per una corretta ed avveduta gestione del programma annuale, è l'individuazione delle fasi attraverso le quali si realizza l'entrata, ovvero la spesa, soprattutto per quanto riguarda la determinazione a fine esercizio dei residui attivi e passivi.
La gestione finanziaria delle istituzioni scolastiche si esprime in termini di competenza, quindi, prende in considerazione tutte le entrate e tutte le spese che si prevede di accertare e impegnare
Il concetto di residuo è la diretta conseguenza del concetto di competenza, infatti la gestione in termini di competenza ha per oggetto entrate che si prevede di accertare e spese che si prevede di impegnare.
I residui attivi sussistono fino al momento della loro estinzione nella fase della riscossione, ovvero, fino al momento in cui l'istituzione scolastica ne constata l'inesigibilità, l'annullamento (radiazione) dei quali comporta una corrispondente riduzione dell'avanzo di amministrazione.
Per quanto riguarda i residui passivi, la loro cancellazione (perenzione) comporterà un conseguente aumento dell'avanzo di amministrazione Le entrate accertate in un esercizio finanziario e non riscosse entro l'anno corrispondente al medesimo si denominano residui attivi.
Molti ci chiedono se dopo aver provveduto alla radiazione dei residui attivi e/o alla cancellazione dei residui passivi occorre variare l'avanzo di amministrazione definitivo iscritto nel programma annuale. La risposta è assolutamente NO l'avanzo di amministrazione definitivo iscritto nel programma annuale NON va assolutamente variato. Purtroppo spesso abbiamo notizia che molte scuole, a seguito di provvedimenti di radiazione di residui apportano nel corso dell'anno variazioni in aumento o in diminuzione all'avanzo di amministrazione definitivo consolidatosi in sede di conto consuntivo dell'anno precedente.
Ricordiamo che la programmazione definitiva dell'avanzo di amministrazione dell'anno finanziario 2020 deve corrispondere all'avanzo di amministrazione definitivo al 31/12/2019 cosi come riportato nel modello J del 2019
Quindi apportare variazioni all'avanzo di amministrazione dell'esercizio precedente in conseguenza alla radiazione di residui disposta nell'esercizio successivo è contabilmente scorretta.
Quindi occorre dare per scontato che l'avanzo di amministrazione definitivo non può essere soggetto a variazioni in relazione a provvedimenti di radiazione dei residui, ciò perché la radiazione dei residui influirà sulle risultanze definitive dell'esercizio in cui l'operazione di riaccertamento si verifica e non su quelle dell'esercizio precedente.

Relazione di accompagnamento al Conto Consuntivo

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E' giunta in redazione la richiesta di chiarire alcuni aspetti circa la predisposizione del conto consuntivo ed in particolare chi predispone la relazione accompagnatoria e chi la firma.
Prima di ogni altra osservazione è utile sottolineare che il conto consuntivo è firmato, secondo le nuove disposizioni del D.I. 129/2018, dal direttore; il conto consuntivo è infatti un documento contabile, la cui redazione discende dalla tenuta dei registri e dalle registrazioni contabili di stretta competenza del direttore.
Il primo comma dell'articolo 23 del regolamento contabile scolastico stabilisce che il conto consuntivo è corredato "da una dettagliata relazione che illustra l'andamento della gestione dell'istituzione scolastica e i risultati conseguiti in relazione agli obiettivi programmati."Pertanto, la relazione, in gran parte, ricalca specularmente la relazione del Programma Annuale; vale a dire che è necessario dare conto degli obiettivi e dei risultati posti ed evidenziati dalla relazione del programma annuale.
La relazione accompagnatoria del consuntivo deve essere redatta per programmi e progetti, con espresso riferimento a quelli indicati nel programma annuale: è evidente come la dettagliata relazionepossa essere frutto solo di una attenta riflessione e di criteri ben definiti a priori. Ci si riferisce all'inevitabile intersecazione degli strumenti organizzativi del PTOF, RAV e PdM con il Programma Annuale, come è ben documentato da questi modelli ministeriali.
Dalla relazione deve essere rilevabile l'incidenza della spesa, con riferimento a quella corrente e a quella di investimento; inoltre per ciascun progetto deve essere data specificazione delle risorse umane e strumentali ad esso destinate. Si tratta di un documento chiaro, progettato per chi lo deve leggere (anche genitori ed alunni del consiglio d'istituto), ma anche in grado di rappresentare la base per costruire uno strumento di "rendicontazione sociale".
La relazione, oltre ad indicare gli obiettivi raggiunti, deve fornire anche elementi che dimostrino la coerenza con le previsioni indicate nel programma annuale. In altre parole deve essere una rilevazione/analisi dei costi e dei rendimenti dell'attività amministrativa, collegando le risorse umane, finanziarie e strumentali impiegate con i risultati conseguiti e le connesse responsabilità dirigenziali, così come previsto dall' art. 24 - Armonizzazione dei flussi informativi - del D.I. 129/2018 ... che riprende pari pari l'art. 19 del D.I. 44/2001.
È chiaro che una relazione collegata a documenti organizzativi della scuola (PTOF, RAV, PdM) e che illustra i risultati conseguiti è redatta e firmata dal dirigente scolastico, che di quei risultati risponde.
Il direttore, responsabile dell'attività istruttoria, può fornire dati ed informazioni.

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  30. PIANIFICHIAMO PER IL NUOVO ANNO SCOLASTICO: ... prendiamo il broker.
  31. Cancellato lo split payment per i liberi professionisti
  32. I supplenti possono consultare direttamente gli ordini di pagamento
  33. ... ma ci fanno andare in pensione dal 1 settembre 2018 ??
  34. È ora di Verifica al programma annuale
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  37. Le ferie maturate e non godute dal personale ATA in assegnazione provvisoria
  38. Il calcolo delle ferie per il personale ATA con orario di servizio su 5 giorni settimanali.
  39. Un docente ha stipulato due contratti: uno fino al 30 giugno con una scuola e l’altro una supplenza breve, per completamento orario, con un’altra scuola. Come deve essere contabilizzata l’assenza per malattia?
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  59. Anagrafe delle prestazioni si cambia
  60. Nuove aliquote per la Gestione Sperata
  61. Attenzione: due novità per l’attività negoziale
  62. NOVITA' PER LE VISITE FISCALI
  63. .... ANCORA SULLE FOTO DEGLI ALUNNI
  64. Pronti? Via ... al monitoraggio appalti entro fine gennaio
  65. 10mila euro di multa se pubblichi la foto di tuo figlio sui social !!
  66. CONCORSO DSGA - CHE SIA LA VOLTA BUONA?
  67. Per i co.co.co. della scuola già alcune precisazioni
  68. NEWS PER LE SEGRETERIE DALLA LEGGE DI BILANCIO PER IL 2018
  69. La pensione è vicina, ma i contributi sono scomparsi (Nicola Mondelli Italia Oggi)
  70. Attenzione a prescrizione contributi: cosa fare, soprattutto per preruolo
  71. ... ma quanti sono i tipi di accesso civico e bisogna sempre consegnare quanto richiesto???
  72. LA DICHIARAZIONE SOSTITUTIVA DURC, COSA AUTOCERTIFICA E QUANDO SI PUÒ USARE
  73. Dobbiamo utilizzare le nuove regole per predisporre il Programma Annuale 2018 ???
  74. ASSENZE PER GRAVI PATOLOGIE
  75. Richiesta MIUR rendicontazione progetti ... ma cosa è la perenzione ??
  76. CONGEDO BIENNALE PER ASSISTENZA A PORTATORI DI HANDICAP CONVIVENTE
  77. UNA RIFLESSIONE SUL "NUOVO" REGOLAMENTO DI CONTABILITA'
  78. NUOVO REGOLAMETO DI CONTABILITA' IN DIRITTURA DI ARRIVO

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