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Torniamo a scuola le indicazioni del Comitato tecnico-scientifico per settembre

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FINALMENTE SI TORNA A SCUOLA!!!!!!

Il giorno dopo la fine del lock down, quando molti di noi siamo rientrati nelle nostre scuole, abbiamo provato ad immagginare come sarebbe stata la scuola post covid e nel silenzio assordante dei corridoi ci siamo sbracciati per organizzre fin da subito il rietro a scuola degli alunni e dei docenti. Abbiamo pensato, abbiamo immagginato, abbiamo misurato, abbiamo smonatato laboratori, abbiamo spostato banchi, abbiamo piazzato i dispenser di gel sanificante, abbiamo pensato realizzato e posizionato la cartellonoistica anti covid. Abbiamo  semplicemte faticato e sudato affiché il vociare di alunni e docenti faccia presto dimenticare silenzio assordante dei corridoi Oggi possimao dire di averci visto gisuto infatti le indicazioni del comitato tecnico scientifico del Ministero disegnano la scuola post covid, proprio come l'avevamo immagginata (in verità qualche suggerimento l'abbiamo dato anche noi) ma adesso la cosa più importante è continuare a lavorare e a faticare per ritornare a scuola in sicurezza. Clicca qui e scarica qui il documento del comitato tecnico scientifico 

Scrutini ed Esami pubblicità degli esiti

scrutini pubblicita

Nella scuola secondaria oramai gli scrutini sono prossimi e gli esami in presenza, per la secondaria di secondo grado, iniziano il 17 giugno. La pubblicazione dei tabelloni, atti, etc. intermedi e finali di scrutini ed esami sulla sezione Pubblicità Legale dell'albo è responsabilità del direttore.
Durante, ma anche prima, degli scrutini e degli esami i provvedimenti adottati vanno pubblicati all'albo della scuola: è previsto dall'Ordinanza Ministero n.10 del 16.05.2020. Si deve però prestare particolare attenzione ad alcuni specifici profili, in quanto l'art. 96, comma 2 del d.lgs. 196/2003 stabilisce un'eccezione alla pubblicabilità dell'esito degli scrutini/esami in favore della tutela del diritto dello studente alla riservatezza.
Pertanto, le pubblicazioni sotto elencate si intendono da effettuare tramite affissione ad un albo fisico/bacheca all'interno dei locali della scuola:
a) L'esito della valutazione dello scrutinio finale è reso pubblico, riportando all'albo (fisico) dell'istituto sede d'esame il voto di ciascuna disciplina e del comportamento, il punteggio relativo al credito scolastico dell'ultimo anno e il credito scolastico complessivo, seguiti dalla dicitura "ammesso".

b) Il punteggio attribuito quale credito scolastico a ogni studente è pubblicato all'albo (fisico) dell'istituto.

c) Mediante affissione all'albo (fisico) dell'istituto sede d'esame il presidente della commissione dà notizia del calendario dei colloqui e delle distinte date di pubblicazione dei risultati relativi a ciascuna sottocommissione".

d) Per gli studenti con disabilità, il riferimento all'effettuazione della prova d'esame non equipollente è indicato solo nell'attestazione e non nelle tabelle affisse all'albo (fisico) dell'istituto.

e) Per gli studenti con disabilità, il riferimento all'effettuazione della prova d'esame non equipollente è indicato solo nell'attestazione e non nelle tabelle affisse all'albo (fisico) dell'istituto.

f) L'esito dell'esame, con l'indicazione del punteggio finale conseguito, inclusa la menzione della lode qualora attribuita dalla commissione, è pubblicato al termine delle operazioni all'albo (fisico) dell'istituto sede della sottocommissione, con la sola indicazione della dicitura "Non diplomato" nel caso di mancato superamento dell'esame stesso.

g) L'esito della parte specifica dell'esame EsaBac ed EsaBac techno, con l'indicazione del punteggio finale conseguito, è pubblicato, per tutti i candidati, nell'albo (fisico) dell'istituto sede della commissione, con la formula: "Esito EsaBac/EsaBac techno: punti..." in caso di risultato positivo; con la sola indicazione "Esito EsaBac/ EsaBac techno: esito negativo" nel caso di mancato superamento dell'esame relativo a detta parte specifica.

Prosegue la sospensione delle attività didattiche e lo smart working

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È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il cd. "Decreto Rilancio", Decreto Legge 16 maggio 2020, n. 33 contenente "Ulteriori misure urgenti per fronteggiare l'emergenza epidemiologica da COVID-19".
All'articolo 1 comma 13 leggiamo:
"13. Le attività didattiche nelle scuole di ogni ordine e grado, nonché la frequenza delle attività scolastiche e di formazione superiore, comprese le Università e le Istituzioni di Alta Formazione Artistica Musicale e Coreutica, di corsi professionali, master, corsi per le professioni sanitarie e università per anziani, nonché i corsi professionali e le attività formative svolte da altri enti pubblici, anche territoriali e locali e da soggetti privati, sono svolte con modalità definite con provvedimento adottato ai sensi dell'articolo 2 del decreto-legge n. 19 del 2020."
Pertanto, si prosegue con la sospensione delle attività didattiche a far data dal 18.05.2020 al 31.07.2020 (art. 3 comma 1), in definitiva anche oltre il termine delle lezioni; rimane ferma la possibilità dello svolgimento di attività in modalità a distanza.
In presenza si svolgerà solo la prova orale per gli Esami di Stato della scuola secondaria di secondo grado (ordinanza Ministero n.10 del 16.05.2020).
Il lavoro agile (smart working) continua ad essere la modalità ordinaria di svolgimento della prestazione lavorativa per il personale amministrativo e tecnico delle scuole, intanto sino al 31 luglio 2020. Nello scenario attuale, dunque, la disciplina normativa applicabile continua a rimanere quella contenuta nell'articolo 87 DL n. 18/2020.
A tal proposito la nota M.I. del 1.05.2020 ricorda che è necessario individuare, a cura del dirigente scolastico su segnalazione del direttore, le specifiche attività da realizzare in lavoro agile, così come accordare la correlata presenza del personale assistente a scuola solo per esigenze indifferibili, garantendo le condizioni di sicurezza previste dai Protocolli d'intesa tra il Ministro per la P.A. e OO.SS. del 3 e 8 aprile 2020.
Come abbiamo già ricordato in una precedente new il "Decreto Cura Italia" considera il contagio da Covid19 in ambito di lavoro come un infortunio meritevole, in quanto tale, di ricevere la copertura assicurativa Inail. Il datore di lavoro/dirigente scolastico è potenzialmente esposto alla responsabilità penale per:
⎫ reati di lesioni ai sensi dell'art. 590 c.p.
⎫ omicidio colposo ai sensi dell'art. 589 c.p..
La violazione delle norme antinfortunistiche (perciò con dolo e colpa) aggrava la responsabilità del dirigente laddove lo stesso dirigente scolastico non abbia adottato le misure necessarie (ad esempio il personale è presente a scuola per attività differibili, il personale a scuola non è dotato di adeguati DPI, non viene effettuata la sanificazione e disinfezione quotidiana, etc.) atte a prevenire il rischio di contagio, cagionando così la malattia o morte del lavoratore.

 

Autocertificazione Covid19 per gli Esami di Stato… ma la privacy??

privacy e covid

Gli Esami di Stato in presenza per la secondario di 2° grado sono associati ad un protocollo di sicurezza, che tratta vari aspetti (mascherine, distanze, pulizie, etc.).
Il CSPI (Consiglio Superiore Pubblica Istruzione) ha chiesto che il protocollo sia "stringente, dettagliato e prescrittivo a garanzia della salute di tutto il personale coinvolto"; il Ministero ha già convocato i sindacati per lunedì p.v. per definire il protocollo.

Ma ... la privacy consente una autocertificazione così specifica che richiede pure di dichiarare di non avere avuto contatti con positivi, per quanto di conoscenza, negli ultimi 14 giorni??
In questo ci soccorre il Garante della Privacy con una serie di FAQ sul proprio sito, che illustrano anche il trattamento dei dati nel contesto lavorativo pubblico nell'ambito dell'emergenza sanitaria da Covid19.

In base alla disciplina in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro il dipendente pubblico ha lo specifico obbligo di segnalare al datore di lavoro (dirigente) qualsiasi situazione di pericolo per la salute e la sicurezza sui luoghi di lavoro (art. 20 d.lgs. 81/2008). Al riguardo la direttiva n.1/2020 del Ministro per la P.A. ha specificato che in base a tale obbligo il dipendente pubblico e chi opera a vario titolo presso le PP.AA. deve segnalare alla PA di provenire (o aver avuto contatti con chi proviene) da un'area a rischio. In tale quadro il datore di lavoro pubblico può invitare i propri dipendenti a fare, ove necessario, tali comunicazioni anche mediante canali dedicati.

Tra le misure di prevenzione e contenimento del contagio vi è la preclusione dell'accesso alla sede di lavoro a chi, negli ultimi 14 giorni, abbia avuto contatti con soggetti risultati positivi al Covid19 o provenga da zone a rischio secondo le indicazioni dell'OMS. A tal fine, anche alla luce delle successive disposizioni emanate nell'ambito del contenimento del contagio (v. Protocollo del 14 marzo 2020 fra il Governo e le parti sociali), è possibile richiedere una dichiarazione che attesti tali circostanze anche a terzi (es. visitatori e utenti).

In ogni caso dovranno essere raccolti solo i dati necessari, adeguati e pertinenti rispetto alla prevenzione del contagio da Covid-19, e astenersi dal richiedere informazioni aggiuntive in merito alla persona risultata positiva, alle specifiche località visitate o altri dettagli relativi alla sfera privata.
Il modello di autocertificazione per la presenza nelle varie scuole secondarie di 2° grado per gli Esami di Stato sarà predisposto dal Ministero.
Si auspica che questa documentazione sia collazionata e conservata nel rispetto della tutela dei dati personali ultra sensibili e il trattamento dati sia svolto da personale che agisca nell'ambito delle previsioni normative del Codice Privacy.

Le PP.AA. e le scuole dematerializzate al tempo di Covid-19

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In tempo di emergenza sanitaria Covid-19 la Funzione Pubblica ha emanato una direttiva per spingere d'imperio le amministrazioni verso lo smart working, in teoria già previsto dalla norma, ma trascurato da molte PP.AA., tra le quali le scuole, abituate a lavorare con la carta, nonostante dal 2017 debbano essere dematerializzate.
Così lo ha applicato la Scuola, senza peraltro formalizzare il "lavoro agile" come la norma e la prassi delle altre amministrazioni prevedono, ma adottandolo tout court per gli amministrativi e parte dei tecnici.
La Scuola non si ferma: l'azione amministrativa scolastica continua digitalmente (richieste part-time, mobilità, passaggio di cattedra, concorso 24 mesi ATA, etc.).
È proprio sul fronte della dematerializzazione però che si apre una importante area di responsabilità e di eredità culturale. Sicuramente molte prestazioni lavorative sia nel pubblico sia nel privato possono essere svolte in modalità agile, prevalentemente da impiegati e dirigenti, cioè da quelle figure professionali che operano alla scrivania o meglio tramite una scrivania "virtuale". I problemi da risolvere però sono molti:
1. la "virtualizzazione" è strettamente connessa al digitale. Tutte le attività d'ufficio possono essere svolte in modalità agile, se normalmente si utilizza il "cloud";
2. l'attivazione di questa modalità di lavoro richiede tecnologia. A casa è indispensabile disporre di un p.c. portatile (o fisso); uno smartphone è utile anche per la messaggistica istantanea (WhatsApp o Signal);
3. il lavoro da remoto richiede un collegamento di rete con prestazioni adeguate. Infatti si devono rispettare i piani di sicurezza e i disciplinari di utilizzo delle risorse informatiche redatti - e aggiornati sul tema del lavoro agile - sulla base delle regole europee sulla protezione dei dati personali (GDPR - Regolamento 2016/679);
4. l'accesso pienamente efficace alle risorse remote è possibile solo se le attività lavorative sono digitali. Se il procedimento amministrativo è basato sulla carta è ovvio che bisogna passare in ufficio per prendere i faldoni d'archivio dove sono conservate le pratiche o i fascicoli personali e operare con essi; se il protocollo è solo formalmente elettronico e si usa come quello cartaceo, stampando mail e circolari, bisogna necessariamente protocollarle dall'ufficio.
A scuola il lavoro agile è stato ora trasformato nell'ordinaria modalità di svolgimento dell'attività lavorativa, ma l'abitudine all'apparire più che all'essere, la forma che prevale sulla sostanza stanno causando difficoltà. Il dirigente o il direttore che nella propria carriera lavorativa non è mai stato abituato ad organizzare il lavoro per processi e risultati, non è in grado di immaginare progetti lavorativi con un minimo di credibilità da far fare a casa. E così ancora troppi amministrativi, che pure potrebbero stare a casa, sono mandati in giro invano, mentre altri da casa tentano tutt'al più di scaricare la posta elettronica e protocollarla.... meno male che SIDI funziona da remoto.
La P.A., e la scuola, ha delle responsabilità chiare per aver dormito anni e anni e aver fatto molto poco per interiorizzare la dematerializzazione, però basta essere chiari: ora il lavoro agile scolastico altro non è se non un ammortizzatore sociale mascherato.
Bisogna togliere la maschera e se è vero, come molti dicono, che si innova nell'emergenza, più avanti non possiamo sottovalutare questa nuova modalità di lavoro, sicuramente meglio strutturata e disciplinata, nel mondo scolastico dove gli ATA dovevano essere fisicamente controllati con dati biometrici fino a pochi mesi fa.

Semplificazione in materia di organi collegiali scolastici: lo dice anche la Legge 24 aprile 2020, n. 27

OOCC

Le scuole non hanno più problemi a gestire le varie sedute degli Organi Collegiali (Consiglio, d'Istituto, Collegio Docenti, etc) in videoconferenza, qualsiasi sia lo strumento usato (Gsuite, Microsoft365) e qualsiasi siano i regolamenti interni assunti (o meno) in merito allo svolgimento di tali riunioni, grazie alla definitiva conferma contenuta nella Legge 24 aprile 2020, n. 27.
Pubblicata sulla GU n. 110 del 29 aprile 2020, la Legge 24 aprile 2020, n. 27, reca "Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, recante misure di potenziamento del Servizio sanitario nazionale e di sostegno economico per famiglie, lavoratori e imprese connesse all'emergenza epidemiologica da COVID-19. Proroga dei termini per l'adozione di decreti legislativi".
L'articolo 73 dispone in merito alla "Semplificazioni in materia di organi collegiali" di enti pubblici: consente lo svolgimento in videoconferenza delle sedute dei consigli comunali, provinciali e metropolitani e delle giunte comunali, degli organi collegiali degli enti pubblici nazionali, degli organi degli enti e organismi del sistema camerale e degli organi di associazioni private, delle fondazioni nonché, a seguito di due distinti emendamenti approvati dal Senato, delle società (comprese quelle cooperative e i consorzi) e degli organi collegiali delle istituzioni scolastiche ed educative di ogni ordine e grado, fino alla cessazione dello stato di emergenza e nel rispetto di specifici criteri.
Con il nuovo comma 2-bis si dispone che, per lo stesso periodo previsto per gli enti e istituzioni pubbliche, "le sedute degli organi collegiali delle istituzioni scolastiche ed educative di ogni ordine e grado possono svolgersi in videoconferenza, anche ove tale modalità non sia stata prevista negli atti regolamentari interni di cui all'articolo 40 del testo unico di cui al decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297".
Questa disposizione vale fino alla cessazione dello stato di emergenza e nel rispetto di specifici criteri.
Per la validità dell'adunanza telematica restano fermi i requisiti di validità richiesti per l'adunanza ordinaria:
a) regolare convocazione di tutti i componenti, comprensiva dell'elenco degli argomenti all'o.d.g.;
b) partecipazione della maggioranza almeno dei convocati (quorum strutturale). Ai fini della determinazione del quorum, dal numero dei componenti l'organo, si sottraggono coloro che abbiano giustificato con comunicazione scritta la loro assenza;
c) raggiungimento della maggioranza dei voti richiesta dalle norme di riferimento (quorum funzionale).
d) verbalizzazione con i nominativi di quanti si sono espressi in merito all'oggetto della convocazione (e degli eventuali astenuti) ai fini del raggiungimento della maggioranza richiesta dalle norme di riferimento, per ciascun argomento all'ordine del giorno.

PREPARIAMOCI A RIAPRIRE LE SCUOLE #TORNIAMOSCUOLA

rapporto scuolabis

Il Ministro dell'Istruzione ha appena confermato che di Esami di Stato si terranno in presenza. Nei giorni scorsi, un componente della task forse del Ministero, ci aveva informato che l'esame di Stato in presenza, altro non sarà, che la prova generale della ripresa delle attività didattiche. Ripresa delle attività didattiche che averrà regolaremente a settembre. A tal proposito, proprio oggi il Politecnico di Torino ha pubblicato un rappprto sulle indicazioni pratiche per la ripresa delle attività didattiche. Il rapporto intitolato: "Scuole aperte società protetta" parte dal presupposto, da noi condiviso, che "La scuola e i servizi educativi per la prima infanzia sono altrettanto cruciali delle attività produttive per la ripresa del Paese". Il rapporto fa proprie anche alcune indicazioni che avevamo dato in articolo dal titolo "Idee per un ritorno a scuola in sicurezza" pubblicato il 14 aprile  nella pagina facebook https://www.facebook.com/andreagibaldidsga

Il tempo corre veloce, fra qualche giorno accogleremo i maturandi nelle nostre scuole e settembre è dietro l'angolo, adesso dobbiamo darci da fere per prepare il rientro a scuola in sicurezza. Nei prosssimi giorni pubblicheremo dei nostri contributi operativi che speriamo  siano di aiuto a tutti noi per tornare a scuola in sicurezza. Qui potete trovare il rapporto del politecnico di Torno da titolo Scuole aperte società protetta http://www.impreseaperte.polito.it/i_rapporti/scuole_aperte_societa_protetta

FASE 2 - SI PROSEGUE CON IL LAVORO AGILE

fase-2

La situazione emergenziale a seguito del Covid19 che il Paese sta affrontando ha imposto la necessità di rimodulare l'organizzazione del lavoro e degli uffici per ridurre la presenza del personale nelle scuole: a tal fine le attività lavorative scolastiche sono ordinariamente svolte con modalità di lavoro agile (smart working) per il personale amministrativo e tecnico o, laddove non sia possibile, prevedendo piani di turnazione o rotazione dei collaboratori scolastici che non incidano sugli aspetti retributivi, così come previsto dai protocolli d'intesa tra il Ministro per la P.A. e OO.SS. del 3 e 8 aprile 2020.
Conseguentemente, la presenza del personale amministrativo e tecnico a scuola è limitata alle sole attività indifferibili che non possano essere svolte in modalità agile. Infatti, l'art. 87 D.L. 17.03.2020, n. 18 ha disposto che fino 31 luglio 2020, data di cessazione dello stato di emergenza epidemiologica ovvero fino a una data antecedente stabilita con dPCM, il lavoro agile costituisce modalità ordinaria di svolgimento della prestazione lavorativa nelle PP.AA.. Conseguentemente, è stabilito che la presenza del personale nei luoghi di lavoro sia limitata alle sole attività indifferibili che non possano essere svolte in modalità agile.
Il recente dPCM del 26.04.2020 richiama espressamente la disposizione dell'art. 87 citato sopra e conferma l'adozione del lavoro agile quale modalità ordinaria di svolgimento della prestazione lavorativa nelle PP.AA., scuole comprese, intanto sino al prossimo 17 maggio 2020.
A tal proposito, la nota M.I. del 1.05.2020 ricorda che costituisce obbligo di ciascuna scuola ed in particolare del dirigente scolastico individuare, su segnalazione del direttore, le attività di lavoro agile e richiedere la correlata presenza del personale dipendente a scuola garantendo le condizioni di sicurezza previste dai protocolli d'intesa già citati sopra.
È utile ricordare che il "Decreto Cura Italia" considera il contagio da Covid19 in ambito di lavoro come un infortunio meritevole, in quanto tale, di ricevere la copertura assicurativa Inail. Il datore di lavoro, nella scuola veste assunta dal dirigente, è potenzialmente esposto alla responsabilità penale per i reati di lesioni ai sensi dell'art. 590 c.p. e omicidio colposo ai sensi dell'art. 589 c.p.. La situazione può essere aggravata dalla violazione delle norme antinfortunistiche, laddove il dirigente non abbia adottato le misure necessarie (presenza a scuola per attività differibili, assenza di adeguati DPI, mancanza di sanificazione e disinfezione quotidiana, etc.) atte a prevenire il rischio di contagio, cagionando così la malattia o morte del lavoratore.
Ad oggi sembra improbabile che dal 18 maggio si ritorni al lavoro ordinario, come è sempre stato, se non per particolari esigenze quali ad esempio la prova orale dell'Esame di Stato, che riguarda pertanto solo le scuole secondarie di secondo grado.
Concludendo, anche se le scuole fisicamente sono chiuse, il lavoro prosegue come smart working, perché la scuola è e deve essere un presidio dello Stato.

Scuola digitale e Privacy interessante contributo di Sinergie di scuola

Fa piacere segnalare un interessante contributo a cura di Michele Ambrosio pubblicato su SINERGIE DI SCUOLA 

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In generale la scuola ha sempre avuto attenzione e sensibilità nei confronti delle problematiche e delle esigenze
delle famiglie, in particolare in caso di infortuni a scuola.
In questa ottica, dopo l'imputazione e gestione di dati, anche sensibili, nella piattaforma on-line del fornitore del servizio assicurativo, svariati uffici di segreteria hanno adottato la procedura di raccogliere, conservare e inviare al fornitore stesso documenti sanitari molto rilevanti per conto delle famiglie, accollandosi un lavoro sicuramente gravoso, anche per possibili inconvenienti.
Infatti, di recente, nel raccogliere e conservare la documentazione sanitaria da inviare all'assicurazione, un Istituto scolastico l'ha in parte smarrita, creando disappunto nella famiglia interessata, che si è vista sottrarre dei rimborsi anche cospicui. Inevitabilmente, in quel caso la famiglia ha richiesto il rimborso a quella scuola... clicca qui e continua la lettura

Mille euro ad ogni scuola per finanziare, tramite l’operato dell’Animatore Digitale, anche la formazione del personale

animatore

Gli Animatori digitali dovranno formare i docenti chiamati a riprogrammare la didattica in modalità telematica: è arrivata l'assegnazione del contributo ad hoc Azione #28 "Un animatore digitale in ogni scuola".
Grazie allo stanziamento di 8,2 milioni di euro le scuole italiane potranno potenziare la didattica a distanza attraverso l'operato degli animatori digitali, figure utili in questo momento di emergenza sanitaria che ha imposto la sospensione delle attività in aula.
È la nota M.I. n. 4203 del 20 marzo 2020, che concerne il Piano nazionale per la scuola digitale (PNSD), a stabilirlo. Insieme al dirigente scolastico e al direttore, l'animatore digitale svolge un ruolo strategico per promuovere l'innovazione a scuola e agevolare la formazione dei docenti in modo da garantire l'insegnamento attivando metodologie didattiche innovative, che si stanno rivelando indispensabili in questo momento di grande difficoltà nazionale.
Il contributo di 1.000,00 euro per ogni scuola è erogato per la realizzazione di attività previste in tre ambiti:
1. formazione interna: azioni rivolte ai docenti e al personale ATA sui temi del PNSD, attraverso l'organizzazione diretta di laboratori formativi, anche on line e a distanza;

2. coinvolgimento della comunità scolastica: azioni per un'educazione digitale attraverso il coinvolgimento degli studenti, anche attraverso workshop, giornate dedicate, incontri on line, aperti alle famiglie e agli altri attori del territorio;

3. creazioni di soluzioni innovative: individuazione di soluzioni metodologiche/tecnologiche sostenibili da attuare nelle scuole, attività di assistenza tecnica e di implementazione delle tecnologie e soluzioni digitali nella didattica in classe e a distanza (ad esempio acquisti di attrezzature per la didattica digitale, software didattico, spese per assistenza tecnica).
La spesa deve avvenire sempre nel rispetto delle normative vigenti, anche nella fase di selezione di personale interno o esperti esterni alla scuola; sono ammissibili solo ed esclusivamente i costi relativi all'acquisto di beni e attrezzature per la didattica digitale, i costi di personale connessi alle attività formative, i costi di assistenza tecnica, senza però vincoli percentuali di spesa per ciascuna voce.
Il contributo è da spendere e rendicontare entro il 30 giugno 2021. La rendicontazione delle spese avviene attraverso l'applicativo "Gestione bandi PNSD", presente all'interno del sito del Piano nazionale scuola digitale.
(https://www.istruzione.it/scuola_digitale/index.shtml).

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  75. E' TEMPO DI CONTO CONSUNTIVO ECCO LE PROVE
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  79. CERTIFICAZIONE UNICA 2018
  80. CONGEDO PER PATERNITA' NON SI APPLICA ALLA P.A
  81. Anagrafe delle prestazioni si cambia
  82. Nuove aliquote per la Gestione Sperata
  83. Attenzione: due novità per l’attività negoziale
  84. NOVITA' PER LE VISITE FISCALI
  85. .... ANCORA SULLE FOTO DEGLI ALUNNI
  86. Pronti? Via ... al monitoraggio appalti entro fine gennaio
  87. 10mila euro di multa se pubblichi la foto di tuo figlio sui social !!
  88. CONCORSO DSGA - CHE SIA LA VOLTA BUONA?
  89. Per i co.co.co. della scuola già alcune precisazioni
  90. NEWS PER LE SEGRETERIE DALLA LEGGE DI BILANCIO PER IL 2018
  91. La pensione è vicina, ma i contributi sono scomparsi (Nicola Mondelli Italia Oggi)
  92. Attenzione a prescrizione contributi: cosa fare, soprattutto per preruolo
  93. ... ma quanti sono i tipi di accesso civico e bisogna sempre consegnare quanto richiesto???
  94. LA DICHIARAZIONE SOSTITUTIVA DURC, COSA AUTOCERTIFICA E QUANDO SI PUÒ USARE
  95. Dobbiamo utilizzare le nuove regole per predisporre il Programma Annuale 2018 ???
  96. ASSENZE PER GRAVI PATOLOGIE
  97. Richiesta MIUR rendicontazione progetti ... ma cosa è la perenzione ??
  98. CONGEDO BIENNALE PER ASSISTENZA A PORTATORI DI HANDICAP CONVIVENTE
  99. UNA RIFLESSIONE SUL "NUOVO" REGOLAMENTO DI CONTABILITA'
  100. NUOVO REGOLAMETO DI CONTABILITA' IN DIRITTURA DI ARRIVO

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