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Le regole del nuovo DPCM … ma anche del cd. Decreto Agosto

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Nel giro di pochi giorni il Governo è stato chiamato ad emanare due nuovi DCPM con l'obiettivo di definire misure efficaci per cercare di frenare l'ondata di contagi ed è stato convertito il cd. Decreto Agosto (decreto-legge 104/2020 convertito con l. 126/2020).
La scuola continua in presenza; è possibile però modulare ulteriormente gli orari di ingresso e di uscita per le secondarie di secondo grado anche attraverso l'eventuale utilizzo di turni pomeridiani e disponendo l'ingresso non prima delle ore 9.
La Didattica a Distanza è possibile anche in caso di criticità in alcuni territori e previa comunicazione delle autorità regionali, locali o sanitarie al Ministero Istruzione, competente per materia. Ancora per le scuole:
a) vige il divieto di gite scolastiche, viaggi d'istruzione, iniziative di scambio o gemellaggio, visite guidate e uscite didattiche;
b) le riunioni degli OO.CC. possono essere svolte in presenza, garantendo il distanziamento fisico e la sicurezza del personale convocato, o a distanza;
c) le elezioni degli OO.CC. possono avvenire a distanza nel rispetto dei principi di segretezza e libertà nella partecipazione alle elezioni.
Il DPCM non contiene invece l'annunciata estensione della quota di Smart Working al 75% nella P.A.. A breve questa materia sarà invece contenuta in uno specifico provvedimento della Funzione Pubblica, mirato proprio a incrementarne il lavoro agile.
Per la scuola, Pubblica Amministrazione, sarà però un problema: il cd. Decreto Agosto offre una lettura molto diversa, anche dopo essere stato convertito. Infatti, per le figure per cui è previsto lo smart working (direttori, assistenti amministrativi e in parte tecnici) il lavoro agile è possibile solo in periodo di lockdown.
Il sospetto è che su questa decisione controcorrente abbia pesato il cattivo uso che si è fatto dello strumento nelle scuole e dei scarsi risultati rilevati.
Ancora per quanto riguarda il personale l'art. 32, comma 3 del Decreto Agosto dispone che l'organico COVID docenti/ATA sia sostituito sin dal primo giorno di assenza.
Nasce così una differenza sostanziale: non essendo intervenuta alcuna novità per il rimanente personale ATA non Covid permane il divieto di sostituzione e di conferimento di supplenze brevi (art. 1, comma 332, legge 190/ 2014) in caso di personale:
a) assistente amministrativo, salvo che presso le scuole il cui organico di diritto abbia meno di tre posti; è possibile conferire supplenze dal trentesimo giorno di assenza;
b) assistente tecnico; è possibile conferire supplenze dal trentesimo giorno;
c) collaboratore scolastico, divieto per i primi sette giorni di assenza.
In caso di assenza del direttore si provvede diversamente, in quanto per la sostituzione di questa figura non possono essere conferite supplenze (vedi su canale Telegram).
Sostituire prontamente il direttore e il personale ATA assente anche non COVID, stante l'attuale situazione emergenziale, sarebbe quanto mai auspicabile.
Inutile sottolineare che per l'applicazione della medesima disciplina del Decreto Agosto a tutto il personale ATA è necessario un passaggio normativo.

Il Bonus per la valorizzazione del merito...a chi spetta?

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Uno delle materie più interessanti della Contrattazione Integrativa d'Istituto è indubbiamente l'assegnazione del bonus per la valorizzazione del merito (dei docenti), che ultimamente ha suscitato molte perplessità.
Il CCNL Comparto Istruzione e Ricerca del 19.04.2018 ha rivisto il bonus per la valorizzazione del merito dei docenti ... ma, attenzione, non per quanto riguarda i criteri di attribuzione!
L'articolo 22, comma 4 lettera c), del vigente CCNL stabilisce che, tra le altre cose, sono oggetto di contrattazione integrativa a livello di istituto: "c4) i criteri generali per la determinazione dei compensi finalizzati alla valorizzazione del personale, ivi compresi quelli riconosciuti al personale docente ai sensi dell'art. 1, comma 127, della legge n. 107/2015."
Nel rapporto di certificazione del CCNL la Corte dei Conti precisa che "appare necessario precisare i confini della contrattazione integrativa a livello di istituzione scolastica. In tale ambito – come, peraltro, indicato nell'atto di indirizzo integrativo – il relativo spazio di competenza va limitato ai soli riflessi sulla distribuzione della retribuzione accessoria derivanti dall'attuazione dei sistemi di valutazione del personale docente, incluso quello di cui all'art. 1, commi 127-128 della legge n. 107 del 2015, con la possibilità, quindi, di dettare i criteri generali per la determinazione dei compensi (ad esempio il valore massimo del bonus, la differenziazione minima tra le somme distribuite, la percentuale dei beneficiari) confermando, tuttavia, le procedure e i criteri di assegnazione del bonus ai beneficiari previsti dalla legge (resta ferma, pertanto la competenza del dirigente scolastico in merito all'individuazione dei docenti meritevoli sulla base di criteri, non soggetti a contrattazione, formulati dallo specifico comitato per la valutazione)."
Il comma 249 dell'articolo 1 della Legge 160/2019 (Legge di bilancio 2020) dispone che "Le risorse iscritte nel fondo di cui all'articolo 1, comma 126, della legge 13 luglio 2015, n. 107, già confluite nel fondo per il miglioramento dell'offerta formativa, sono utilizzate dalla contrattazione integrativa in favore del personale scolastico, senza ulteriore vincolo di destinazione".
La modifica deve essere letta alla luce della legislazione vigente nonché del CCNL 2016-2018 e interviene solo su un aspetto specifico: le risorse. Queste, già confluite nel FMOF devono essere utilizzate dalla contrattazione integrativa senza ulteriore vincolo di destinazione (se non quello già previsto nel vigente CCNL), in favore del complessivo personale scolastico, cioè docenti ed ATA, tra i quali il direttore dei servizi generali e amministrativi. Trattandosi di un bonus per il merito non è così peregrino pensare che possa essere attribuito, se del caso, a questa figura professionale.
È, infatti, da sottolineare che la variazione apportata dalla legge di bilancio non ha cambiato in alcun modo le competenze del dirigente e del Comitato di valutazione per i docenti. Rimangono altresì fisse le materie di contrattazione previste dall'articolo 22 del CCNL 19.04.2018.
A febbraio 2020 il Ministero, data la complessità della materia, ha ritenuto necessario richiedere un parere della Funzione Pubblica ... la pandemia ha fatto poi il resto.

Le sorprese dell’amministrazione digitale

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Sulla Gazzetta Ufficiale n. 228 del 14.09.2020 è stata pubblicata la Legge 120/2020 recante "Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 16 luglio 2020, n. 76, recante misure urgenti per la semplificazione e l'innovazione digitale".
Accanto all'allungamento dal 31 luglio al 31 dicembre 2021 del regime speciale di liberalizzazione degli appalti (che poi torneranno come prima ...) ha comportato anche diverse misure di semplificazione per il sostegno e la diffusione dell'amministrazione digitale ... anche scolastica (domicilio digitale cittadino, Spid e carta d'identità elettronica, Piattaforma digitale nazionale dati, codice di condotta tecnologica, etc..)
Il Piano triennale per l'informatica 2020-2022, nuovo documento di indirizzo strategico che accompagna la trasformazione digitale del Paese, ora si focalizza maggiormente sugli obiettivi, sulla realizzazione delle azioni previste e sulla misurazione dei risultati: la cultura della misurazione e conseguentemente della qualità dei dati diventa uno dei motivi portanti di questo approccio.
Last but not least, Agid ha reso pubbliche le attesissime linee guida sulla gestione e conservazione dei documenti informatici, documento che dota l'Italia di un corpus unico di regole in sostituzione delle norme precedenti.
Nel complesso queste disposizioni hanno introdotto moltissime novità, articolate su diversi piani, ma anche tanti adempimenti cadenzati.
Ecco le principali scadenze che interessano le scuole.
Entro il 31 gennaio
Redazione del Piano Organizzativo del Lavoro Agile (POLA). Le altre PP.AA. lo devono inserire nel piano della performance.

Entro il 28 febbraio
L'autenticazione e l'accesso ai servizi on line devono avvenire necessariamente tramite la SPID, CIE e CNS.
Trasformazione digitale: è necessario che i servizi siano accessibili attraverso l'"App IO".

Le PP.AA. e la scuola devono consentire i pagamenti esclusivamente tramite PagoPA

Entro il 31 marzo
Pubblicazione degli obiettivi annuali di accessibilità utilizzando l'applicazione web di Agid.

Entro il 7 giugno
Le PP.AA. e la scuola devono adeguarsi alle Linee Guida sulla formazione, gestione e conservazione dei documenti informatici.

Esclusione dall’accesso civico generalizzato dagli appalti

accesso civico

In linea generale va premesso che il legislatore, attraverso l'introduzione dell'accesso civico generalizzato, ha voluto consentire l'accesso ai documenti detenuti dalle pubbliche amministrazioni, ulteriori a quelli oggetto di pubblicazione, a "chiunque", prescindendo da un interesse manifesto. Tale istituto di portata generale, tuttavia non è esente da alcune limitazioni rinvenibili sia in quanto stabilito nell'art. 5-bis, commi 1 e 2 del d.lgs. n. 33/2013, sia nella scelta del legislatore di far rimanere in vita gli artt. 22 e ss. della legge 241/90 relativi all'accesso c.d. "ordinario"
Secondo un primo indirizzo i documenti afferenti alle procedure di affidamento ed esecuzione di un appalto sono esclusivamente sottoposti alla disciplina di cui all'art. 53 d.lgs. 50/2016 e pertanto restano esclusi dall'accesso civico c.d. generalizzato di cui all'art. 5, comma 2, d.lgs. 33/2013 (T.A.R. Emilia- Romagna, Parma, n. 197/18; T.A.R. Lombardia, Milano, I, n. 630/19; Tar Toscana, Sez. III, 17.04.2019 n. 577).
Secondo un diverso orientamento, di contro, dovrebbe riconoscersi l'applicabilità della disciplina dell'accesso civico generalizzato anche alla materia degli appalti pubblici (da ultimo, T.A.R. Lombardia, sez. IV, n. 45/2019; Consiglio di Stato sezione III sentenza n. 3780/2019).
Una più recente sentenza del Consiglio di Stato disconosce l'applicabilità dell'accesso civico generalizzato ai "casi" per i quali esiste già una disciplina specifica. È questo il caso dell'accesso agli atti dell'appalto che trovano una compiuta disciplina (e connessi limiti) nell'articolo 53 del codice dei contratti che, come noto, rinvia poi al quadro generale come delineato dall'articolo 22 della legge 241/90. Questo l'importante principio è sancito dal Consiglio di Stato, sez. V, nella sentenza 5503/2019, con cui ha respinto il ricorso presentato da un'impresa avverso il diniego all'istanza di accesso civico generalizzato, avente ad oggetto gli atti di una procedura di gara indetta da un ente locale.
Pertanto vi è l'esclusione in via assoluta dell'applicabilità della disciplina dell'accesso civico generalizzato agli atti delle procedura di affidamento e di esecuzione di un appalto. L'accesso civico generalizzato è stato introdotto dal d.lgs. 97/2016, pertanto, laddove il Legislatore avesse voluto consentire l'accesso civico generalizzato per la materia dei contratti pubblici, lo avrebbe inserito nel Codice dei contratti pubblici con il c.d. correttivo di cui al d.lgs. 56/2017.
Al contrario, l'articolo 53 del d.lgs. 50/2016, in merito alla conoscibilità degli atti di gara fa espresso rinvio agli artt. 22 e ss della legge 241/1990, limitando l'accesso agli atti di gara esclusivamente a coloro che siano portatori di un interesse diretto, concreto e attuale, corrispondente ad una situazione giuridicamente tutelata.

Legge di bilancio: proviamo ad orientarci

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Il Governo ha da poco presentato la Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza (NaDEF) del 2020. In premessa occorre ricordare che l'intera procedura è collegata agli strumenti di coordinamento delle politiche economiche e di bilancio degli Stati membri individuati dall'UE.

La fase di elaborazione della legge di bilancio si avvia con la presentazione da parte del Governo al Parlamento del Documento di Economia e Finanza (Def) entro il 10 aprile (Legge 196/09 art. 7 comma 2 lettera a). Il documento contiene, tra l'altro, gli obiettivi di politica economica e il quadro delle previsioni economiche e di finanza pubblica almeno per il triennio successivo, le priorità del Paese e le principali riforme da attuare, i tempi previsti per la loro attuazione e la compatibilità con gli obiettivi programmatici complessivi.

I due rami del Parlamento esaminano il DEF ed entro il mese di aprile approvano una risoluzione che impegna il Governo a dare attuazione a quanto previsto dallo stesso documento.

Entro il 30 aprile la prima e la terza parte del DEF (Programma di Stabilità e il Programma Nazionale di Riforma) vengono inviati dal Governo al Consiglio dell'UE e alla Commissione Europea.

Nel mese di giugno il Consiglio dell'UE discute le proposte di raccomandazioni specifiche per paese e adotta la loro versione definitiva; a seguire il Consiglio europeo approva la versione definitiva delle raccomandazioni.

Entro il 27 settembre sulla base delle Raccomandazioni dell'UE e di eventuali variazioni economiche, il Governo presenta al Parlamento la Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza. Il documento contiene, tra l'altro, l'eventuale aggiornamento

degli obiettivi programmatici al fine di stabilirne una diversa articolazione
delle previsioni macroeconomiche e di finanza pubblica per l'anno in corso e per il restante periodo di riferimento.

Le Camere approvano una nuova risoluzione in tempo utile affinché il Governo possa adottare il Documento Programmatico di Bilancio (Dpb) da trasmettere entro il 15 ottobre alla Commissione Europea e all'Eurogruppo, oltre che al Parlamento. Entro il 30 novembre la Commissione europea adotta un parere su tale documento.

Entro il 20 ottobre il Governo presenta al Parlamento il disegno di legge di bilancio che contiene la manovra triennale di finanza pubblica.

La legge di bilancio deve essere tassativamente approvata dal Parlamento entro il 31 dicembre di ogni anno. In caso contrario vi è il passaggio all'esercizio provvisorio.

Proroga stato di emergenza cosa cambia in ufficio

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Dall’8 ottobre è obbligatorio indossare la mascherina non soltanto all’aperto, ma anche in tutti luoghi in cui si sia in presenza di non conviventi. 

Il Consiglio dei Ministri ha approvato non solo la proroga dello stato di emergenza causato dal Coronavirus fino al 31 gennaio 2021 ma anche il DL 125/2020 che estende fino al 15 ottobre le norme anti contagio oggi in vigore (vedi Dpcm del 7 settembre scorso) e introducendo l’obbligo di avere sempre con sé dispositivi di protezione delle vie respiratorie, ampliando le circostanze che ne impongono l’utilizzo. 

In concreto le mascherine devono essere indossate non solo nei luoghi chiusi accessibili al pubblico, ma in tutti i luoghi al chiuso diversi dalle abitazioni private, nonché in tutti i luoghi all’aperto, laddove non sia possibile garantire in modo continuativo la condizione di isolamento rispetto a persone non conviventi. 

A parte le ormai consuete eccezioni (patologie disabilità incompatibili, età inferiore ai sei anni, attività sportiva, consumo di cibi e bevande), si potrà evitare soltanto qualora sia garantita in modo continuativo la condizione di isolamento e nelle proprie mura domestiche.  

La sanzioni si confermano da 400 a 1000 euro così come già previsto dai precedenti provvedimenti. 

Il nuovo decreto legge Covid-19 è stato intanto firmato dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Entro il prossimo 15 ottobre sarà necessario adottare un nuovo decreto che estenda ulteriormente, oppure aggiorni, tali misure di sicurezza. 

 

Programmare le chiusure prefestive

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Un neo direttore dei servizi generali e amministrativi ci chiede: a) cosa si intende con "Giornata prefestiva"? b) quando si può procedere alla chiusura dei locali scolastici nelle giornate prefestive?
Si richiama la nozione di "giornata prefestiva" risultante dalla collocazione nel calendario di un giorno lavorativo che precede immediatamente una delle festività stabilite dall'art. 5 dell'OM MIUR n. 600 del 24.08.2018.
Ecco le festività previste dall'Ordinanza citata:
1. tutte le domeniche;
2. il 1° novembre, festa di tutti i Santi;
3. l'8 dicembre, Immacolata Concezione;
4. il 25 dicembre, Natale;
5. il 26 dicembre;
6. il 1° gennaio, Capodanno;
7. il 6 gennaio, Epifania;
8. il giorno di lunedì dopo Pasqua;
9. il 25 aprile, anniversario della Liberazione;
10. il 1° maggio, festa del lavoro;
11. il 2 giugno, festa nazionale della Repubblica;
12. la festa del Santo Patrono.
È opportuno precisare che non possono, pertanto, considerarsi prefestivi i giorni antecedenti le giornate di chiusura delle scuole derivanti dall'adozione di provvedimenti di organizzazione flessibile dell'orario scolastico, quali ad es. funzionamento su cinque giorni, adottati da parte delle Istituzioni scolastiche autonome.
Passiamo ora alla seconda domanda.
Durante i periodi di interruzione delle attività didattiche (es. natale, pasqua, periodo estivo) è possibile la chiusura della scuola nelle giornate prefestive, fermo restando il rispetto dell'orario settimanale d'obbligo del personale ATA (comma 3 art. 36 DPR 209/87).
La chiusura prefestiva durante la sospensione delle attività didattiche è disposta dal dirigente scolastico, salvaguardando il ruolo e le competenze previsti dalla normativa vigente per il Consiglio d'Istituto, esclusivamente quando vi sia il consenso di almeno i 2/3 del personale A.T.A. coinvolto, compreso quello docente dichiarato inidoneo alla propria funzione per motivi di salute ed utilizzato nella scuola in funzioni amministrative.
Pertanto, in caso di chiusura dei prefestivi durante la sospensione delle attività didattiche, deliberata dal Consiglio d'Istituto in presenza dell'assenso di 2/3 del personale ATA, al personale stesso deve essere garantita la possibilità di riscattare le giornate non lavorate, attraverso:
1. l'effettuazione di un orario lavorativo di 7,12 ore in 5 giornate, nella settimana della chiusura prefestiva;
2. ore eccedenti (compensazione anche precedente);
3. festività soppresse;
4. ferie; non può però essere imposto il recupero mediante compensazione con le ferie.
Il relativo dispositivo del dirigente deve essere inviato all'Ambito Territoriale di competenza e pubblicato all'albo della scuola.

Controlla la tua spesa relativa all'organico COVID

organico covid

Un nostro carissimo amico Michele Ambrosio ha predisposto, in questa prima versione per i colleghi delle scuole del Lazio, una cartella di lavoro che permette di poter simulare la spesa, e controllarne la residua disponibilità rispetto alle somme assegnate, per l'attribuzione di incarichi a tempo determinato per i posti autorizzati dall'Ufficio Scolastico Regionale (ex art. 231 bis D.L. 34/2020).
Naturalmente, se riuscissimo a recuperare i provvedimenti autorizzativi di altri uffici regionali con i dati di assegnazione alle singole scuole, saremo felici di mettere a disposizione il file alle scuole interessate.
Un carissimo e sentito ringraziamento a Michele speriamo di ospitare presto altri suoi contributi
CLICCA QUI E SCARICA IL FILE

Come si individua il Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza (RLS)??

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Le scuole sono alla presa con problemi di sicurezza sanitaria molto rilevanti, ma fortunatamente le lezioni hanno preso avvio regolarmente in tutta Italia.
Ora i problemi da risolvere sono di tutta altra portata, ma è da sottolineare che proprio per il precipuo periodo assume rilievo la figura del RLS e la necessaria presenza in ogni scuola. Per l'individuazione del Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza occorre fare riferimento al Contratto Collettivo Nazionale Quadro (CCNQ) del 10.07.1996, il quale precisa che gli RLS devono essere designati dai componenti della RSU al loro interno e tale designazione dovrà essere ratificata in occasione della prima assemblea dei lavoratori (punto V, lett. b)).
Qualora dovesse mancare la ratifica da parte dell'assemblea, si deve procedere a una nuova designazione, sempre all'interno della RSU.
La norma pattizia trova fondamento normativo nel contenuto dell'articolo 47, comma 4 d. lgs. 81/2008, il quale prevede che nelle aziende o unità produttive con più di 15 lavoratori "il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza è eletto o designato dai lavoratori nell'ambito delle rappresentanze sindacali in azienda", vale a dire la RSU.
Nel diverso caso in cui vi sia compresenza di RSU e RSA (per il solo personale dirigenziale) la lett. d) del citato punto V prevede che l'individuazione degli RLS deve avvenire tramite una elezione con liste separate e concorrenti, a suffragio universale ed a scrutinio segreto, nella quale l'elettorato passivo è riservato solo ai componenti della RSU e delle RSA.
Pertanto, i dipendenti scolastici che scelgano di candidarsi alla carica di componente della RSU devono essere consapevoli del fatto che, qualora eletti, potrebbero essere chiamati a ricoprire anche la carica di Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza (RLS).

Smart Working cosa dice la Legge n. 77/2020

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Come abbiamo detto (minacciato) ritorniamo sullo Smart Working.
Il Decreto Rilancio è stato convertito dalla Legge 17 luglio 2020, n. 77: all'articolo 263 vengono dettate disposizioni in materia di flessibilità del lavoro pubblico e di lavoro agile.
A tal fine, fino al 31 dicembre 2020, le PP.AA. devono organizzare il lavoro dei propri dipendenti e l'erogazione dei servizi attraverso la flessibilità dell'orario di lavoro, rivedendone l'articolazione giornaliera e settimanale, introducendo modalità di interlocuzione programmata, anche attraverso soluzioni digitali e non in presenza con l'utenza, applicando il lavoro agile al 50% del personale impiegato nelle attività che possono essere svolte in tale modalità (es. assistenti amministrativi e parte dei tecnici), in relazione comunque all'evolversi della situazione epidemiologica.
Alla data del 15 settembre 2020 cessa di avere effetto la norma semplificata secondo cui le PP.AA. devono limitare la presenza del personale nei luoghi di lavoro per assicurare esclusivamente le attività indifferibili e che richiedano necessariamente tale presenza, anche in ragione della gestione dell'emergenza.
Le medesime PP.AA. tra cui ovviamente le scuole, devono, inoltre, adeguarsi alle vigenti prescrizioni in materia di tutela della salute adottate dalle competenti autorità.
Inoltre, entro il 31 gennaio di ciascun anno, le PP.AA. dovranno redigere, sentite le organizzazioni sindacali, il Piano organizzativo del lavoro agile (POLA), con lo scopo di:
a) individuare le modalità attuative del lavoro agile,
b) definire, altresì, le misure organizzative, i requisiti tecnologici, i percorsi formativi del personale e gli strumenti di rilevazione e di verifica periodica dei risultati conseguiti, anche in termini di miglioramento dell'efficacia e dell'efficienza dell'azione amministrativa, della digitalizzazione dei processi, nonché della qualità dei servizi erogati, anche coinvolgendo i cittadini, sia individualmente, sia nelle loro forme associative.
In caso di mancata adozione del POLA, il lavoro agile si applica almeno al 30% dei dipendenti, ove lo richiedano.
È infine prevista la istituzione, presso il Dipartimento della funzione pubblica della Presidenza del Consiglio dei ministri, dell'Osservatorio nazionale del lavoro agile nelle amministrazioni pubbliche. Con decreto del Ministro per la pubblica amministrazione dovranno essere definiti la composizione, le competenze e il funzionamento dell'Osservatorio.
... restiamo in attesa delle decisioni del Ministero, anche sentite le Organizzazioni Sindacali Rappresentative ... ci risentiremo su questo argomento. ... auspichiamo una lettura interpretativa anche con il decreto legge cd agosto.

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  91. PIANIFICHIAMO PER IL NUOVO ANNO SCOLASTICO: ... nuovo dominio EDU.IT
  92. PIANIFICHIAMO PER IL NUOVO ANNO SCOLASTICO: ... Scuole dimensionate e PON
  93. PIANIFICHIAMO PER IL NUOVO ANNO SCOLASTICO: ... prendiamo il broker.
  94. Cancellato lo split payment per i liberi professionisti
  95. I supplenti possono consultare direttamente gli ordini di pagamento
  96. ... ma ci fanno andare in pensione dal 1 settembre 2018 ??
  97. È ora di Verifica al programma annuale
  98. Cosa fare se un dipendente ATA non fruisce, per ragioni di servizio, delle ferie residue entro il mese di aprile dell’anno successivo.
  99. “Motivate esigenze di carattere personale” possono fare rinviare le ferie: capiamo cosa significa precisamente.
  100. Le ferie maturate e non godute dal personale ATA in assegnazione provvisoria

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