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“Lavoratori fragili”: quali informazioni può dare il Medico Competente, eventualmente nominato nell’ambito della sicurezza (d.lgs. 81/ 2008)??

lavoratori fragili

In questo difficile periodo le scuole organizzano la ripresa delle lezioni pur con la spada di Damocle che pende: l'epidemia da Covid-19
Il Medico Competente, secondo la definizione dell'art. 2, comma 1, lett. h) d. lgs. 81/ 2008, è un sanitario in possesso dei titoli professionali e dei requisiti previsti dall'art. 38 dello stesso decreto sicurezza, che collabora alla valutazione dei rischi ed effettua la sorveglianza sanitaria, a tutela dello stato di salute e della sicurezza dei lavoratori.
Nelle scuole non è obbligatorio, ma il datore di lavoro/dirigente scolastico può decidere di contrattualizzarlo.
Nel contesto dell'emergenza gli adempimenti connessi alla sorveglianza sanitaria e la possibilità di sottoporre i lavoratori a visite straordinarie si configurano come vera e propria misura di prevenzione di carattere generale e devono essere effettuati nel rispetto dei principi di protezione dei dati personali dettati dal Codice della Privacy e rispettando le misure igieniche contenute, ad esempio, nella Circolare del Ministero della Salute del 29 aprile 2020 "Indicazioni operative relative alle attività del medico competente nel contesto delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus SARS-CoV-2 negli ambienti di lavoro e nella collettività";
Nell'ambito dell'emergenza, il medico competente collabora con il datore di lavoro e le RLS/RLST al fine di proporre tutte le misure di regolamentazione legate al Covid-19 e, nello svolgimento dei propri compiti di sorveglianza sanitaria, segnala al datore di lavoro "situazioni di particolare fragilità e patologie attuali o pregresse dei dipendenti", problematica molto ricorrente nella scuola anche per l'età avanzata dei dipendenti.
In capo al medico competente permane però, anche nell'emergenza, il divieto di informare il datore di lavoro circa le specifiche patologie occorse ai lavoratori. Così ha precisato il Garante della Privacy nella FAQ n.4 -Trattamento dei dati nel contesto lavorativo pubblico e privato nell'ambito dell'emergenza sanitaria di aprile u.s.
Ciò significa che, nel rispetto di quanto previsto dalle disposizioni di settore in materia di sorveglianza sanitaria e da quelle di protezione dei dati personali, il Medico Competente provvede a segnalare al datore di lavoro quei casi specifici in cui reputi che la particolare condizione di fragilità connessa anche allo stato di salute del dipendente ne suggerisca l'impiego in ambiti meno esposti al rischio di infezione.
A tal fine, non è invece necessario comunicare al datore di lavoro la specifica patologia eventualmente sofferta dal lavoratore.Per concludere stante il Decreto Legge n.83 del 30.07.2020 che proroga lo stato di Emergenza Nazionale, il lavoratore dovrà informare il D.L. sulla richiesta di visita "straordinaria" (a richiesta del lavoratore) ai sensi dell'art. 41, comma 2, lettera c) del D.Lgs 81/2008 e contestualmente inviare ESCLUSIVAMENTE al Medico Competente la documentazione sanitaria probante. Sarà cura del Medico Competente effettuare la visita ed esprimere oltre il ggiudizio di idoneità alla mansione specifica, parere medico sulla condizione e sulle specifiche misure da applicare ove necessarie.  Di seguito pubblichiamo un modello di circolare da divulgare tra tutti i lavoratori clicca qui circolare lavoratori fragili

 

La rotazione nel MEPA

rotazione

In questo periodo di tante procedure di gara per gli acquisti relativi al rientro in sicurezza a settembre, le scuole seguono le previsioni dettate dall'art. 46 del D.I. 129/2018.
Per l'affidamento di lavori, servizi e forniture, le istituzioni scolastiche, nel rispetto di quanto previsto dalla normativa vigente, ricorrono agli strumenti di acquisto e di negoziazione, anche telematici, messi a disposizione da Consip S.p.A., con ciò ricomprendendo anche il MePa.
... ma arriva subito una domanda preoccupata ... e la rotazione sul MePa??
Le procedure di selezione sulla piattaforma elettronica M.E.P.A. (Mercato Elettronico della Pubblica Amministrazione) sono da considerarsi aperte e, come tali, in grado di giustificare la deroga al principio di rotazione.
Il Consiglio di Stato conferma, nella sentenza 4 febbraio 2020, n. 875, che il principio di rotazione non è applicabile nelle procedure MEPA senza limitazione degli inviti.
I Giudici di Palazzo Spada, con la sentenza in argomento precisano che già il TAR del Lazio nella sentenza n. 527 del 24/08/2019 avevano già escluso l'applicabilità del principio di rotazione laddove il nuovo affidamento avvenga tramite procedure nelle quali la stazione appaltante non operi alcuna limitazione in ordine al numero di operatori economici tra i quali effettuare la selezione.
Un esempio è il caso di RDO sul mercato elettronico aperta a tutti gli operatori economici (con l'accortezza di assegnare il tempo necessario per nuove abilitazioni).
Lo stesso era comunque già stato affermato nella sentenza Tar Sardegna 17.12.2019, n. 891 in cui è stato rigettato il ricorso presentato per l'annullamento della determina di aggiudicazione di una gara espletata tramite il MePa cui è risultata vincitrice l'aggiudicataria uscente del servizio.
Nella precedente sentenza Tar Sardegna 02.01.2020, n. 8 i giudici precisano anche che il principio di rotazione è peculiare per le procedure di gara negoziate, alle quali, solitamente, accedono un numero di partecipanti limitato ed inferiore rispetto alle gare aperte. L'esigenza di garantire una rotazione degli operatori economici aggiudicatari risponde, infatti, ad una pluralità di interessi.

Quale tipologia di lavoro per gli ATA dopo il 19 luglio???

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La Legge 17 luglio 2020, n. 77 ha convertito il cosidetto Decreto Rilancio, che prevede non poche novità in merito al lavoro nelle PP.AA..
In particolare, ai sensi dell'art. 263 del Decreto Rilancio convertito, le PP.AA., tra cui sono annoverate le scuole, fino al 31 dicembre 2020 organizzano il lavoro dei propri dipendenti attraverso:
1. la flessibilità dell'orario di lavoro,
2. rivedendone l'articolazione giornaliera e settimanale,
3. applicando il lavoro agile al 50 % del personale impiegato nelle attività che possono essere svolte in tale modalità, cioè gli assistenti amministrativi e parte dei tecnici.
Ne consegue che dal 19 luglio u.s., data di entrata in vigore della legge di conversione, è necessario rilevare i seguenti aspetti:
a) la presenza del personale nei luoghi di lavoro, cioè a scuola, non è più correlata alle attività ritenute indifferibili ed urgenti, in quanto non vige più lo smart working obbligatorio ed indifferenziato;
b) il superamento dell'istituto dell'esenzione dal servizio, in periodo emergenziale applicato al personale collaboratore scolastico.
Ora diventa inderogabile che le PP.AA. e le scuole aggiornino ed implementino la mappatura di quelle attività che possano essere svolte in modalità agile e intanto individuino il personale da assegnare al lavoro agile, visto l'obiettivo segnato dalla norma, volto ad applicare il lavoro agile al 50% del personale. In questo senso sarà preziosa la redazione del Piano delle Attività ATA, predisposto dal direttore sga a seguito della direttiva di massima del dirigente, al massimo entro settembre p.v..
In ogni caso, è confermato che la prestazione lavorativa in lavoro agile può essere svolta anche attraverso strumenti informatici nella disponibilità del dipendente qualora non siano forniti dall'amministrazione.
Il CCNL 29.11.2007 prevede la flessibilità oraria per il personale ATA, ma non è fatta menzione del lavoro agile.
Salvo decisioni pattizie future e qualora siano adottati particolari regimi di articolazione dell'orario di lavoro giornaliero/settimanale, le scuole in tutti i casi devono favorire la conciliazione dei tempi vita-lavoro dei dipendenti ATA, tenendo conto:
A) delle eventuali condizioni peculiari di disagio e di fragilità del personale interessato,
B) della presenza di patologie preesistenti che potrebbero determinare, in caso di infezione, un esito più grave o infausto, anche rispetto al rischio di esposizione a contagio,
e adottando misure di flessibilità oraria a beneficio degli stessi, a condizione che tale modalità sia compatibile con le caratteristiche della prestazione.
Ritorneremo su questo argomento al più presto!!!

L’autorizzazione alla libera professione?? Attenzione

libera professione

Manca poco più di un mese all'inizio del nuovo anno scolastico.
L'inizio anno è il momento migliore per i docenti per richiedere l'autorizzazione alla libera professione, rilevante soprattutto nella secondaria di secondo grado, per la presenza, ad esempio, di liberi professionisti legati alle materie tecniche degli istituti tecnici e professionali. Può essere concessa "previa autorizzazione del direttore didattico o del preside, l'esercizio di libere professioni che non siano di pregiudizio all'assolvimento di tutte le attività inerenti alla funzione docente e siano compatibili con l'orario di insegnamento e di servizio", ai sensi dell'art. 508, comma 15 d. lgs.16 aprile 1994, n. 297.
Non dovendo essere di pregiudizio all'assolvimento del servizio ne deriva la necessità di un concreto accertamento, sul qual punto si sono espresse anche Cass. civ. Sez. lavoro Sent., 17/10/2018, n. 26016, Cons. Stato Sez. VI, 27/05/2003, n. 2943, T.A.R. Friuli-V. Giulia Trieste Sez. I, 12/12/2005, n. 987 e T.A.R. Sardegna, 11 marzo 1997, n. 341.
Pertanto, deve essere garantito il rispetto della coerenza tra libera professione da autorizzare e insegnamento (art. 395 d.lgs. 297/1994), che non sempre è facilmente declinabile, ad esempio, nel caso di insegnanti di scuola primaria. In tal modo, l'attività autorizzata, pur sottraendo tempo all'aggiornamento culturale e professionale nella materia insegnata, può concorrere comunque all'arricchimento positivo del docente nella sua attività didattica riguardante aspetti tecnici, consentendogli di assolvere anche alla cura del "proprio aggiornamento culturale e professionale".
A proposito di prestazioni libero professionali ed incarichi al personale dipendente delle PP.AA. (che non insegna) è utile fare alcune puntualizzazione alla luce di quanto stabilito dal d.lgs. 165/2007 e dal documento "Criteri generali in materia di incarichi vietati ai pubblici dipendenti" (Conferenza unificata il 24 luglio 2013). Sono da considerare vietati ai dipendenti delle p.a. a tempo pieno e con part time superiore al 50% gli incarichi che presentano le caratteristiche di abitualità e professionalità ed eventuali conflitti di interessi. Invece per i dipendenti con part time pari o inferiore al 50% sono vietati solo gli incarichi che presentino eventuale conflitto di interessi.
Si può facilmente notare di quanto sia diverso dal trattamento riservato al personale docente delle scuole rispetto a tutti gli altri dipendenti le PP.AA..

Calcolo della malattia in caso di personale con due contratti, uno a tempo determinato sino al 30 giugno ed uno breve e saltuario

malattia

Il personale scolastico, sia docente sia ATA, con contratto a tempo determinato può essere destinatario anche di due contratti contemporanei su due scuole: ad esempio uno sino al termine delle lezioni ed uno per tre mesi per una cosidetta supplenza breve.
Il problema che dobbiamo risolvere riguarda la modalità di calcolo dell'assenza per malattia di un docente che ha stipulato un contratto fino al 30 giugno con una scuola e una supplenza breve, per completamento orario, con un'altra scuola.
La fonte normativa continua ad essere il CCNL Comparto Scuola del 29.11.2007.
In particolare l'art. 19 del CCNL del 29.11.2007, rubricato "Ferie, permessi ed assenze del personale assunto a tempo determinato" sancisce una diversa normativa per l'assenza per malattia del personale assunto a tempo determinato a seconda che sia stato assunto:
1. per l'intero anno scolastico,
2. fino al termine delle attività didattiche,
3. per periodi brevi di supplenza.
Al personale docente ed ATA assunto con contratto a tempo determinato per l'intero anno scolastico o fino al termine delle attività didattiche (vedi i punti 1. e 2.), nonché quello ad esso equiparato ai sensi delle vigenti disposizioni di legge, si applicano i commi 3 e 4 dell'articolo 19 CCNL/2007.
Qualora questo personale scolastico si assenti per malattia, ha diritto alla conservazione del posto per un periodo non superiore a 9 mesi in un triennio scolastico. Fermo restando tale limite, in ciascun anno scolastico la retribuzione è corrisposta per intero nel primo mese di assenza, nella misura del 50% nel secondo e terzo mese. Per il restante periodo il personale scolastico menzionato sopra ha diritto alla conservazione del posto senza assegni.
Nel caso invece di assenza per malattia del personale docente ed ATA, assunto con contratto a tempo determinato stipulato dal dirigente scolastico, ai sensi del comma 10 dell'articolo 19 si applica l'art. 5 del D. L. n. 463/1983, convertito con modificazioni dalla legge n. 638/1983. Questo specifico personale ha comunque diritto, nei limiti di durata del contratto, alla conservazione del posto per un periodo non superiore a 30 giorni annuali, retribuiti al 50%.
È opportuno sottolineare che questi periodi di assenza parzialmente retribuiti non interrompono la maturazione dell'anzianità di servizio a tutti gli effetti.
Sintetizzando, nel caso sopra riportato, ogni contratto di supplenza deve essere gestito con la specifica disciplina prevista per lo stesso.

Bonus per la valorizzazione del merito: a che punto siamo??

bonus merito

Uno delle materie più interessanti delle C.I.I. è indubbiamente l'assegnazione del bonus per la valorizzazione del merito (dei docenti), che ultimamente ha suscitato molte perplessità.
Il Comitato di valutazione, che ad agosto esaurisce il proprio ruolo nella valutazione degli insegnanti neoassunti, è ora l'organo preposto all'individuazione dei criteri per l'erogazione del cosiddetto bonus del merito. Il Comitato per la valutazione dei docenti neoassunti, in precedenza formato da soli docenti, ora ha una composizione mista, dura in carica tre anni e predispone le condizioni per la valutazione di tutti i docenti.
Il 19.04.2018 è stato stipulato il CCNL Comparto Istruzione e Ricerca 2016/2018, dove è stato trattato anche del bonus per la valorizzazione del merito dei docenti ... ma, attenzione, non per quanto riguarda i criteri di attribuzione!
L'articolo 22, comma 4 lettera c), del vigente CCNL stabilisce che, tra le altre cose, sono oggetto di contrattazione integrativa a livello di istituto: "c4) i criteri generali per la determinazione dei compensi finalizzati alla valorizzazione del personale, ivi compresi quelli riconosciuti al personale docente ai sensi dell'art. 1, comma 127, della legge n. 107/2015." Non sono dunque i criteri di valutazione ad essere oggetto di contrattazione, bensì quelli per la determinazione dell'ammontare dei compensi: in sede di negoziato il dirigente scolastico e la RSU/OO.SS., ad esempio, possono concordare un valore economico minimo/ massimo per il premio individuale, visto che la previsione contrattuale riguarda la differenziazione dei premi individuali.
Il bonus continua comunque ad essere attribuito dal dirigente scolastico, sulla base dei criteri valutativi stabiliti dal Comitato di Valutazione per i soli docenti.
Il comma 249 dell'articolo 1 della Legge 160/2019 (Legge di bilancio 2020) dispone che "Le risorse iscritte nel fondo di cui all'articolo 1, comma 126, della legge 13 luglio 2015, n. 107, già confluite nel fondo per il miglioramento dell'offerta formativa, sono utilizzate dalla contrattazione integrativa in favore del personale scolastico, senza ulteriore vincolo di destinazione".
La modifica deve essere letta alla luce della legislazione vigente nonché del CCNL 2016-2018 e interviene solo su un aspetto specifico: le risorse. Queste, già confluite nel FMOF devono essere utilizzate dalla contrattazione integrativa senza ulteriore vincolo di destinazione (se non quello già previsto nel vigente CCNL/2018, art. 22, comma 4 lettera c), in favore del complessivo personale scolastico, cioè docenti ed ATA. Trattandosi di una norma intervenuta dal 1° gennaio 2020, non avendo effetto retroattivo, è entrata in vigore da questo a.s. 2020/21.
È sa sottolineare che la variazione apportata dalla legge di bilancio non ha cambiato in alcun modo le competenze del dirigente e del Comitato di valutazione per i docenti. Rimangono altresì fisse le materie di contrattazione previste dall'articolo 22 del CCNL 19.04.2018.
A febbraio 2020 il Ministero, data la complessità della materia, ha ritenuto necessario richiedere un parere della Funzione Pubblica ... la pandemia ha fatto poi il resto.

La disconnessione a scuola

disconessione

La Corte di Giustizia dell'Unione Europea ha ripetutamente sottolineato la necessità di tenere separato orario di lavoro e tempo di riposo, ma la realtà ci insegna quanto ciò sia difficile. L'irruzione della tecnologia nella quotidianità crea l'occasione di frequenti interferenze, che vengono definite dagli studiosi time porosity, una sorta di osmosi tra dimensione online e offline del lavoratore. E per la lavoratrice, che generalmente gestisce maggiori responsabilità di cura, è un'impresa ancora più ardua, a maggior ragione nell'epoca del Covid19.
La domanda è: come gestire in maniera soddisfacente il rapporto tra vita lavorativa, privata e familiare? Esiste il diritto a "staccare la spina" dal lavoro?
In altre parole, il dipendente scolastico, finito l'orario di servizio oppure durante le ferie, può tranquillamente spegnere il cellulare e il computer o decidere di non rispondere a telefonate, WhatsApp e mail lavorative??? Insomma può disconnettersi???
Cosa fare quando la convocazione di un consiglio di classe, di un collegio docenti o la partecipazione ad una attività/riunione per gli ATA vengono comunicate in orario diverso da quello di servizio, in orario in cui tutto il personale scolastico, non c'è differenza tra docente e ATA, avrebbe diritto alla propria vita personale, familiare, affettiva??
Ci pensa il comma c8 dell'articolo 22 del CCNL 19.04.2018 che prevede il diritto alla disconessione, al fine di una maggiore conciliazione tra vita lavorativa e vita familiare: in contrattazione integrativa di ogni Istituto si devono infatti decidere i criteri generali per l'utilizzo di strumentazioni tecnologiche di lavoro in orario diverso da quello di servizio tra i quali, ad esempio, i casi d'urgenza.
Interessante poi notare che il comma c9 dell'articolo 22 del CCNL 19.04.2018 prevede che la contrattazione integrativa d'istituto si occupi dei riflessi sulla qualità del lavoro e sulla professionalità delle innovazioni tecnologiche e dei processi di informatizzazione inerenti ai servizi amministrativi e a supporto dell'attività scolastica.

Le ferie maturate e non godute dal personale ATA in assegnazione provvisoria – anno 2020

ferie

La domanda è: la scuola, presso la quale il personale ATA è in assegnazione provvisoria, è tenuta a far fruire le ferie da questi già maturate e non godute presso la scuola di titolarità?
L'art. 13, comma 10, del CCNL del 29.11.2007, vigente per questi aspetti, prevede espressamente che: "in caso di particolari esigenze di servizio ovvero in caso di motivate esigenze di carattere personale e di malattia, che abbiano impedito il godimento in tutto o in parte delle ferie nel corso dell'anno scolastico di riferimento, le ferie stesse saranno fruite dal personale docente, a tempo indeterminato, entro l'anno scolastico successivo nei periodi di sospensione dell'attività didattica. In analoga situazione, il personale ATA fruirà delle ferie non godute non oltre il mese di aprile dell'anno successivo, sentito il parere del DSGA."
Pertanto, in generale, l'assistente amministrativo può fruire delle ferie maturate nell'anno precedente entro il 30 aprile dell'anno successivo.
Il caso specifico del personale ATA in assegnazione provvisoria che, per ragioni di servizio, non abbia fruito delle ferie maturate presso la scuola di titolarità entro i termini contrattualmente previsti, deve rappresentare un fatto eccezionale.
Infatti, in via ordinaria, l'amministrazione di titolarità è tenuta ad assicurare il godimento delle ferie ai propri dipendenti, nel rispetto delle scadenze previste dal contratto, attraverso la predisposizione di appositi piani ferie e, in caso di inerzia dei lavoratori o di mancata predisposizione dei piani stessi, anche mediante l'assegnazione d'ufficio delle stesse.
Quanto sopra in quanto il diritto alle ferie viene qualificato, nell'ambito del nostro ordinamento giuridico - in primo luogo dall'art. 36 della Costituzione - come un diritto irrinunciabile per il lavoratore.

Le ferie maturate e non godute dal personale ATA in assegnazione provvisoria – anno 2020

ferie

La domanda è: la scuola, presso la quale il personale ATA è in assegnazione provvisoria, è tenuta a far fruire le ferie da questi già maturate e non godute presso la scuola di titolarità?
L'art. 13, comma 10, del CCNL del 29.11.2007, vigente per questi aspetti, prevede espressamente che: "in caso di particolari esigenze di servizio ovvero in caso di motivate esigenze di carattere personale e di malattia, che abbiano impedito il godimento in tutto o in parte delle ferie nel corso dell'anno scolastico di riferimento, le ferie stesse saranno fruite dal personale docente, a tempo indeterminato, entro l'anno scolastico successivo nei periodi di sospensione dell'attività didattica. In analoga situazione, il personale ATA fruirà delle ferie non godute non oltre il mese di aprile dell'anno successivo, sentito il parere del DSGA."
Pertanto, in generale, l'assistente amministrativo può fruire delle ferie maturate nell'anno precedente entro il 30 aprile dell'anno successivo.
Il caso specifico del personale ATA in assegnazione provvisoria che, per ragioni di servizio, non abbia fruito delle ferie maturate presso la scuola di titolarità entro i termini contrattualmente previsti, deve rappresentare un fatto eccezionale.
Infatti, in via ordinaria, l'amministrazione di titolarità è tenuta ad assicurare il godimento delle ferie ai propri dipendenti, nel rispetto delle scadenze previste dal contratto, attraverso la predisposizione di appositi piani ferie e, in caso di inerzia dei lavoratori o di mancata predisposizione dei piani stessi, anche mediante l'assegnazione d'ufficio delle stesse.
Quanto sopra in quanto il diritto alle ferie viene qualificato, nell'ambito del nostro ordinamento giuridico - in primo luogo dall'art. 36 della Costituzione - come un diritto irrinunciabile per il lavoratore.

Il periodo di prova del Personale ATA

periodo di prova

Può accadere, come è realmente accaduto, che un collaboratore scolastico da poco assunto ed in periodo di prova si sia assentato per una grave malattia di tre mesi.
È utile ricordare che ai sensi dell'art. 30, comma 1 del CCNL Istruzione e ricerca del 19.04.2018 il personale ATA assunto in servizio a tempo indeterminato è soggetto ad un periodo di prova la cui durata è stabilita in:
a) due mesi per i dipendenti inquadrati nelle aree A e A super;
b) quattro mesi per i restanti profili.
Pertanto, i collaboratori scolastici, inquadrati nell'area A Tabella A CCNL 29.11.2007,
devono effettuare due mesi di prova.
Ai fini del compimento del periodo di prova si tiene però conto del solo servizio effettivamente prestato.
In linea con tale previsione l'art. 30 comma 4 CCNL del 19.04.2018 prevede che il periodo di prova è sospeso in caso di assenza per malattia e negli altri casi di assenza previsti dalla legge o dal CCNL.
In caso di malattia il dipendente ha diritto, infatti, alla conservazione del posto per un periodo massimo di sei mesi, decorso il quale il rapporto può essere risolto.
In questo specifico caso di sospensione del periodo di prova, quindi, il collaboratore riprenderà la prova al rientro dalla malattia.
Si sottolinea che è ben diversa l'ipotesi in cui il periodo di prova non sia stato superato. In tale caso è possibile concedere la possibilità di rinnovarlo o prorogarlo, alla scadenza, per una sola volta.
Pertanto, appare importante non confondere il periodo di prova non superato da quello sospeso come nel caso in esame.

 

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  85. ... ancora sulle ferie e festività ...
  86. Il tormentone annuale: i rientri pomeridiani per chiusura prefestiva della scuola non svolti a causa della malattia/ferie ... si devono recuperare ??
  87. LA QUESTIONE DSGA ... ECCO IL SONDAGGIO
  88. Cosa fare se un dipendente si assenta a metà mattinata per un improvviso malore??
  89. Buona Pasqua e il punto sulla questione DSGA
  90. Attacco hacker, il MIUR precisa: dati pubblicati non sono riconducibili a componenti dei sistemi informatici del Ministero
  91. Chiarimenti della Ragioneria Generale in materia di pagamenti superiori a 5000 euro
  92. GESTIONE MINUTE SPESE LE NOVITA' DEL NUOVO REGOLAMENTO
  93. DURC irregolare?? cosa fare??
  94. Arriva il dominio “.edu.it”
  95. E' TEMPO DI CONTO CONSUNTIVO ECCO LE PROVE
  96. Da oggi 1° Marzo 2018 controlli per pagamenti sopra i 5000 euro
  97. OBBLIGO ROTAZIONE GARE NUOVO PARERE DEL CONSIGLIO DI STATO
  98. Personale scolastico ai seggi .... e votazioni
  99. CERTIFICAZIONE UNICA 2018
  100. CONGEDO PER PATERNITA' NON SI APPLICA ALLA P.A

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