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AGGIUDICAZIONE PROVVISORIA E AGGIUDICAZIONE DEFINITIVA

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L' art. 11 comma 4 del codice dei contratti dispone che “le procedure di affidamento selezionano la migliore offerta, mediante uno dei criteri previsti dal presente codice. Al termine della procedura è dichiarata l' aggiudicazione provvisoria a favore del migliore offerente”. Per il successivo comma 5 “la Stazione Appaltante previa verifica dell' aggiudicazione provvisoria ai sensi dell'articolo 12,comma 1 provvede all' aggiudicazione definitiva”.

Ricordiamo che l'aggiudicazione provvisoria è quella fase, di norma non superiore a 30 giorni, durante la quale la stazione appaltante provvede alla verifica dei requisiti morali e tecnici del primo e del secondo classificato in fase di gara. Da ciò discende il fatto che l'aggiudicazione provvisoria viene comunicata “soltanto” al primo e al secondo classificato, contrariamente dall'aggiuducazione definitiva che va comunicata a tutti i partecipanti che hanno presentata un offerta ammessa alla gara. Infatti solo dopo che sono trascorsi 35 giorni dall'ultima comunicazione di aggiudicazione definitiva (cd Stand still), la stazione appaltante può procedere alla stipula del contratto.

L’aggiudicazione provvisoria di una gara pubblica ha natura di atto endoprocedimentale, ad effetti instabili ed interinali, soggetta, a’ sensi dell’art. 12 del D.L.vo 12 aprile 2006 n. 163 all’approvazione dell’organo a ciò competente nel contesto organizzativo dell’amministrazione aggiudicatrice (così, ad es., Cons. Stato, Sez. V, 22 gennaio 2014 n. 313).

In dipendenza di ciò, l’instabilità degli effetti dell’aggiudicazione provvisoria non obbliga il concorrente non dichiarato aggiudicatario provvisorio all’immediata impugnazione di tale provvedimento, ma sostanzia una sua facoltà al riguardo (così, ex plurimis, Cons. Stato, Sez. VI, 11 dicembre 2013 n. 5945), posto che l’atto finale della procedura di gara è comunque l’aggiudicazione definitiva, la quale non costituisce atto meramente confermativo dell’aggiudicazione provvisoria, ma esprime la volontà provvedimentale definitiva della stazione appaltante e presuppone, quindi, l’approvazione di tutti gli atti di gara, inclusa dunque la precedente esclusione di concorrenti diversi dal vincitore (così Cons. Stato, A.P., 29 novembre 2012 n. 36)

Aggiudicazione provvisoria e aggiudicazione definitiva sono pertanto atti connotati da autonome valutazioni dell’amministrazione in merito all’esito della gara.

Il Consiglio di Stato con la sentenza n° 67 del 12/1/2016 asserisce per l'ennesima volta che l'aggiudicazione provvisoria non costituisce provvedimento conclusivo del procedimento,pertanto è riconosciuta la possibilità di procedere alla sua revoca o al suo annullamento ovvero, ancora, di non procedere affatto all'aggiudicazione definitiva. E l'adozione di un eventuale provvedimento di autotutela con riguardo all'aggiudicazione provvisoria, non richiede l'inoltro agli interessati di specifica comunicazione di avvio del procedimento e quindi non postula la loro partecipazione al relativo procedimento, essendo sufficiente la comunicazione del provvedimento finale. In altri termini, prima dell'aggiudicazione definitiva l'Amministrazione ben può provvedere anche in via implicita all'annullamento o alla revoca dell'aggiudicazione disposta in via provvisoria in favore di un concorrente, senza che sussista l'obbligo di attivare una specifica partecipazione procedimentale con quest'ultimo. 

SENTENZA 

L'OFFERTA ECONOMICAMENTE PIU' VANTAGGIOSA NON PUO' PRESCINDERE DAL PREZZO

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Interessante sentenza del TAR Lazio sull'utilizzo da parte delle stazioni appaltanti del criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa. Il Tar pronunciandosi in merito ad una controversia sollevata da un operatore economico sentenzia che il criterio di scelta dell'offerta economicamente più vantaggiosa non può non tenere in considerazione il prezzo proposto dall'appaltatore

Infatti la mancata considerazione del prezzo nel criterio di cui all'articolo 83 del codice dei contratti può configurarsi come eccesso di potere da parte della stazione appaltante

Secondo la sentenza, «se è vero che in base all'articolo 83 del Codice il prezzo costituisce uno dei molteplici criteri di valutazione dell'offerta e che rientra nella discrezionalità della stazione appaltante prescegliere tali elementi e stabilire l'incidenza degli stessi nella valutazione dell'offerta, coglie tuttavia nel segno la società ricorrente quando afferma che la caratteristica essenziale del criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa consiste nella ricerca di un equilibrio tra prezzo e qualità, che si ottiene attraverso la combinazione degli elementi quantitativi con quelli qualitativi».

La sentenza 

BENEFICI LEGGE 104 QUALI CONTROLLI EFFETTUARE

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Chi non ricorda il recente scandalo sulle false certificazioni di legge 104 che nella provincia di Agrigento hanno permesso trasferimenti e assegnazioni provvisorie in seguito annullati dall'ufficio territorialmente competente a seguito di una revisione dell'Inps.

Fu proprio l'ex provveditorato di Agrigento a seguito di alcune indagini giudiziarie a chiedere all'INPS l'accertamento per alcuni docenti e ata, dei requisiti per poter fruire dei benefici della legge 104.

Adesso le carte dell'inchiesta denominata: “la carica dei 104” stanno per approdare nell'aula di tribunale, proviamo ad capire qualcosa circa i controlli che si possono/devono attivare

L’ art. 3 del Decreto n.165/10 prevede che gli uffici scolastici, qualora abbiano motivate ragioni, possano richiedere ulteriori accertamenti sulle condizioni personali (legge 68/99 e legge 104/92 art. 21 e 33 comma 6) o familiari (legge 104/92 art. 33 commi 5 e 7), che danno diritto alla riserva dei posti, alla priorità nella scelta della sede e alla precedenza nelle operazioni di trasferimento e assegnazione provvisoria.

L'accertamento sarà svolto da un'azienda sanitaria diversa da quella che ha esaminato la documentazione, concedendo in base ad essa il beneficio.

Di seguito l'art 3 prevede che gli uffici scolastici possono richiedere accertamenti a campione, di regola in occasione dell'aggiornamento delle graduatorie o prima delle immissioni in ruolo e della mobilità territoriale e annuale.

Nel caso di assistenza al familiare, dovrebbero essere accertate sia la condizione di esclusività sia che il soggetto assistito non sia ricoverato permanentemente presso strutture assistenziali, a parere dello scrivente questi ultimi due controlli dovrebbero essere effettuatati da Dirigente Scolastico.

Infatti Il comma 1 dell'articolo 71 del testo unico sulla documentazione amministrativa, prevede che le amministrazioni devono effettuare i controlli sulle dichiarazioni sostitutive di cui agli articoli 46 e 47. A tal proposito abbiamo predisposto un modello che potrebbe essere utile Scarica il modello 

LINEE GUIDA APPLICAZIONE ANTICORRUZIONE NELLE SCUOLA

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L'autorità nazionale anticorruzione ha pubblicato le Linee guida con le quali intende fornire indicazioni alle istituzioni scolastiche circa l'’applicazione della normativa in materia di prevenzione della corruzione e trasparenza, Le linee guida indiduano finalmente le figure a cui affidare gli incarichi di  Responsabile della prevenzione della corruzione e di Responsabile della trasparenza e, quindi, il compito di predisporre il PTPC (piano triennale di prevenzione della corruzione) e il PTTI (Programma triennale per la trasparenza e l’integrità per le istituzioni scolastiche).

Quest'ultimo, secondo la bozza deve essere adottato, sentito il Consiglio d'Istituto entro il 30 aprile 2016 precisando che l’attuazione delle misure previste nei PTPC decorrerà dal 1° settembre 2016, di contro, gli obblighi di pubblicazione dei dati e delle informazioni ai sensi del d.lgs. n. 33/2013 contenuti nel PTTI sono immediatamente efficaci dalla data di adozione del Programma.

LINEE GUIDA

ELENCO OBBLIGHI DI PUBBLICAZIONE SCUOLE 

CONTRATTI ESPERTI ESTERNI LE NOVITA' DOPO IL JOBS ACT

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La legge 16.05.2014, n. 78 "Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 20 marzo 2014, n. 34, recante disposizioni urgenti per favorire il rilancio dell'occupazione e per la semplificazione degli adempimenti a carico delle imprese."riforma il diritto del lavoro, attraverso diversi provvedimenti legislativi varati tra il 2014 ed il 2015. Per quanto concerne la materia dei contratti d’opera ed in particolare le collaborazioni coordinate e continuative, il d.lgs. 15.06.2015, n. 81 dispone che a tutto il 2016 non si applichino le nuove disposizioni ivi previste per le P.A..

Le disposizioni del decreto sono finalizzate sostanzialmente a ricondurre al lavoro subordinato le collaborazioni “esclusivamente personali, continuative, di contenuto ripetitivo e le cui modalità di esecuzione siano organizzate dal committente anche con riferimento ai tempi ed ai luoghi di lavoro”. Pertanto, mentre tali tipi di collaborazioni restano da subito vietate per i datori privati, il divieto per le amministrazioni pubbliche, e per le scuole, scatta solo dal primo gennaio 2017.

Resta il fatto che, al di là della nuova configurazione delle co.co.co. data dal d.lgs. n. 81/2015, per le P.A. simili collaborazioni personali, ripetitive ed organizzate in tutto e per tutto dal datore sono vietate ormai da anni.

L’articolo 7, commi 6 e seguenti, d.lgs. n. 165/2001 non solo consente le collaborazioni solo a condizione che vi sia la dimostrazione dell’assenza delle professionalità necessarie nei ruoli, si dia corso ad una procedura selettiva e si dia luogo a prestazioni altamente qualificate, ma dispone espressamente che “Il ricorso a contratti di collaborazione coordinata e continuativa per lo svolgimento di funzioni ordinarie o l’utilizzo dei collaboratori come lavoratori subordinati è causa di responsabilità amministrativa per il dirigente che ha stipulato i contratti”.

Nella sostanza, pertanto, il d.lgs. n. 81/2015 non incide in modo significativo sulle co.co.co. nell’ambito pubblico, e perciò della scuola, e rimanda all’eventuale nuova regolazione normativa lasciata alla riforma della PA.

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